Un saluto a tutti,

con un titolo scherzoso, ma che secondo me racchiude l’essenza del momento che molti possessori di criptovalute stanno vivendo, vorrei parlarvi del perchè questo vistoso calo delle quotazioni di bitcoin non m’impensierisce nonostante l’entità e il fatto che abbia trascinato nella sua discesa tutto il comparto delle criptovalute.

Chi magari è nel settore delle criptovalute già da qualche anno, o chi ha avuto la volontà di informarsi anche non essendoci dai primordi, sa bene che questa non è la prima volta che si sta assistendo a un “crash” di bitcoin e che, almeno stando ai precedenti, ne è seguita una salita che ha portato il prezzo a dei livelli superiori a quelli precedenti la discesa. Infatti Bitcoin esiste ufficialmente dal 2009 e negli anni a seguire si è potuto assistere a diversi crash come quello a cui stiamo assistendo adesso:

  • nel 2011  ci fu una salita vorticosa da $0.95 a $32, salvo poi crollare dapprima a circa $10 e cinque mesi dopo a soli $2 che significò una perdita di valore, dal picco, di ben 94%;
  • nel 2012  riuscì faticosamente a risalire fino a $ 15.25 salvo crollare il mese successivo al 50% del suo valore (circa $7.5);
  • nel 2013  tra salite e discese, il prezzo riuscì a toccare la cifra record di $266 prima che i primi sentori della vicenda MtGox cominciassero a farsi largo facendogli perdere il 71% a quota $67. Nello stesso anno venne poi toccato il nuovo record a $1,150 che fu seguito da un tracollo a $500 circa;
  • nel 2014  la vicenda MtGox esplose definitivamente e il prezzo che nel frattempo era salito a fatica a quota $850 circa riprecipitò a poco sopra i $400. I tre anni successivi videro i prezzi di bitcoin sempre sotto i $1000 e su valori piuttosto bassi;
  • nel 2017,  anno del record storico di bitcoin a $20,000, la salita non fu certamente lineare, perchè il prezzo ebbe delle salite repentine seguite da piccoli crash dovuti per esempio alla nascita di Bitcoin Cash o alle notizie arrivanti dalla Cina con le minaccie di ban nei confronti di bitcoin.

E siamo ai giorni nostri.. come abbiamo potuto notare quasi sempre a una salita repentina è seguito un crash di dimensioni più  o meno variabili ma che sicuramente altre volte hanno avuto l’entità percentuale che sta avendo in questo caso. Ad oggi siamo a circa -80% sul valore massimo storico raggiunto a dicembre dello scorso anno, ma molto meno se consideriamo che il prezzo è stazionato per lunghi periodi su valori intermedi.

Ma quali sono i motivi per cui il prezzo di bitcoin subisce dei cali così importanti, forse anche troppo grandi rispetto alle notizie che li provocano? La risposta è una sola: SPECULAZIONE.

Io ho operato per lungo tempo sui mercati valutari (Forex) e so bene che i prezzi si muovono soprattutto perchè ci sono i grossi speculatori che li manovrano, approfittando di notizie a volte di poco conto per traghettare il prezzo dove fa più comodo o tagliare fuori dal mercato i piccoli investitori che non hanno ben chiaro il concetto di leva finanziaria. Certo i mercati delle criptovalute non fanno eccezione, anzi essendo in pochi a detenere grosse quantità di monete virtuali è più facile manovrare i mercati, almeno per ora che la diffusione delle stesse non ha raggiunto le masse.

Volendo in ogni caso brevemente esaminare le cause di questo calo continuo che nel giro di un anno ha portato i prezzi da $20,000 a meno di $3,500, possiamo trovare non una ma molteplici motivazioni:

  • Il costante rinvio della SEC sulla decisione sugli ETF ha creato un clima d’incertezza che ha tenuto per molto tempo ferme le quotazioni, affossandole a ogni successivo rinvio decisionale.
  • Un altro rinvio che è pesato molto è quello del Bakkt, la piattaforma promossa dal proprietario del New York Stock Exchange che doveva servire ad offrire agli investitori istituzionali nuovi modi per entrare a far parte del mercato di bitcoin, compreso un contratto future sullo stesso  “consegnato fisicamente”.
  • Quasi in contemporanea c’è stata la vicenda “Bitcoin Cash”, che a pochi mesi dalla nascita come biforcazione della blockchain di bitcoin per puntare ad un’efficienza maggiore nelle transazioni, ha subito un’ulteriore (e inaspettata) biforcazione in BitcoinAbc e Bitcoin Sv, senza che fossero completamente chiare le cause della decisione, ma che ha provocato un clima di confusione e la sensazione di mancanza di governance in quanto a decidere sono sempre e solo poche entità.
  • Altra nota dolente solo le continue violazioni agli exchange che minano la fiducia degli investitori e creano un clima di paura che i propri investimenti in criptovaluta non siano mai al sicuro in quanto gli hacker (o i gruppi organizzati di pirati informatici) sono sempre in agguato.
  • Sulla stessa nota del punto precedente, anche l’idea che si cerca di far passare che le criptovalute siano principalmente legate ad affari illeciti ed al deep web, dove bitcoin sarebbe usato come metodo di pagamento per azioni criminali.
  • La mancanza di una regolamentazione incide molto sulla fiducia degli investitori e in generale del settore della finanza nei confronti delle criptovalute; per ora si è assistito ad una regolamentazione a macchia di leopardo, con alcune nazioni che hanno accettato, legalizzato e addirittura emesso la propria criptovaluta contrapposti ad altri che le hanno categoricamente vietate.
  • Ultimo ma non ultimo, i mezzi d’informazione hanno le loro colpe in quanto non fanno altro di parlare di bolla speculativa pronta ad esplodere; molto spesso sono pilotati da grosse istituzioni come ad esempio le banche o i governi centrali che ostano la diffusione delle criptovalute che minerebbero il loro potere, decentralizzandolo.

Non dimentichiamo che in ogni caso tutto quello che sta succedendo in questo particolare momento storico delle criptovalute, sta avendo delle pesanti conseguenze su vari protagonisti collegati  a questo settore.

Le conseguenze.. Molto spesso sono sottovalutate e non si ha la percezione di quello che una situazione possa comportare su persone o società che lavorano a stretto contatto con il settore in crisi. Se l’effetto diretto di questo crash delle criptovalute è il crollo delle quotazioni con l’erosione del portafogli dei detentori delle stesse, ci sono anche svariati effetti secondari. Quello più evidente e che è messo in risalto da varie testate giornalistiche è quello della chiusura di diverse mining farm, in quanto non risulterebbe più conveniente minare le criptovalute a questi prezzi rispetto ai costi che si devono sostenere per farlo; non prendiamo neanche in considerazioni i singoli miners che hanno attrezzature obsolete che molto probabilmente sono già stati spazzati fuori dal mercato ai primi cali delle quotazioni, ma parliamo di vere e proprie mining farm che hanno sospeso le loro attività in quanto non più economicamente sostenibili.

Altro settore contagiato dalla crisi è quello delle ICO, che già di per se era abbastanza in calo a causa delle molte truffe perpetrate ai danni di investitori forse fin troppo sprovveduti; infatti la perdita di fiducia per il settore delle criptovalute e il crollo delle quotazioni altro non ha fatto che azzerare la redditività degli investimenti nelle Initial Coin Offering dando il colpo di grazia al settore che avrebbe dovuto sostenere le start up tramite il crowfunding.

Ma allora perchè essere positivi?

Di motivi ce ne sono tanti a mio modo di vedere. Innazitutto la tecnologia alla base delle criptovalute, la tanto famigerata blockchain, è un qualcosa di rivoluzionario che resisterà a questo crollo delle monete virtuali e siccome come ho spiegato in questo articolo “Blockchain e Criptovalute, binomio inscindibile?” queste ultime e le blockchain hanno una sorta di rapporto simbiotico, una salverà l’altra. Un altro motivo per cui credo nella crescita delle monete virtuali è la decentralizzazione, che è poi il motivo per cui in parte sono state ideate e sviluppate, che ci permetteranno di slegarci dalla centralizzazione della finanza che risiede nelle banche e nei governi. Tante anche le motivazioni tecniche, dalla velocità delle transazioni ai costi molto contenuti, dalla portabilità alla versalità di utilizzo.

Secondo me bisogna vivere questo momento come un passaggio necessario per liberarsi dalla zavorra rappresentata da quella moltitudine di criptovalute sorte come funghi e che non hanno un reale motivo di esistere, spesso collegate a dei progetti quantomeno inutili lanciati con il solo obiettivo di raggranellare soldi provenienti da incauti investitori. E guardare al futuro con fiducia, perchè non dobbiamo focalizzarci sui momenti negativi bensì sulle motivazioni che ci hanno spinto a investire nelle monete virtuali e che ci hanno fatto pensare che per noi avrebbero rappresentato il futuro.

Bitcoin è morto.. viva bitcoin!

Un saluto, Carlo.

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Fonte: cryptominando.it

Image Sources: Featured  (“Wann kommt der Bitcoin Crash?” © 2017 Marco Verch – Licensed under CC BY 2.0) 1  (“Bitcoin Price Drop” © 2018 Descryptive.com – Licensed under CC BY 2.0), 2

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Responses

  1. Giorgio Pfefer

    Sono d’accordo con te al 100% , hai fatto un’ottima analisi sia del passato che presente di Bitcoin , anch’io rimango fiducioso e non mi preoccupa per niente aspettare qualche anno , prima o poi arriverà il nostro momento , grazie per questo bellissimo post !!

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