Uno dei tanti campi nel quale la blockchain potrebbe fare la sua entrata con prepotenza è quello delle spedizioni. L’80% di queste in tutto il mondo avvengono via mare, immense navi mercantili giornalmente cariche di tonnellate di prodotti che cavalcano le onde per portarli a destinazione.

Un quinto dei costi fisici del trasporto é riguardante la gestione correlata alla documentazione commerciale, una cifra ritenuta parecchio alta, ed è qui che entra in gioco la blockchain, la quale aiuterebbe a condividere in maniera immutabile tutte le transizioni. Ne gioverebbe in questa maniera, sicuramente, in modo esponenziale l’affidabilità e la privacy, considerato che con il suo utilizzo ogni transizione risulterebbe unica.

L’implementazione di questa tecnologia, secondo alcune stime, farebbe crescere il settore commerciale mondiale del 15%, oltre al guadagno economico delle imprese si dovrebbero ottenere alti numeri di nuovi posti di lavoro.

 

Ad inizio 2018 è stata ufficializzata un alleanza tra l’IBM e A.P. Moeller Maesk, le quali hanno annunciato una cosiddetta joint venture (contratto con il quale due o più imprese raggiungo un accordo collaborando per raggiungere un determinato scopo o esecuzione di un progetto) per fornire appunto metodi di gestione del commercio maggiormente sicuri ed efficienti.

Un business dalle proporzioni impressionanti, con introiti che vanno oltre quattro trilioni di dollari. Provate ad immaginare la quantità in numeri di oggetti che ogni giorno navigano in acque internazionali di tutto il globo, milioni di pacchi che al giorno d’oggi arrivano per la stragrande maggioranza dalla Cina, i quali vengono spesso acquistati e/o prodotti per pochi centesimi dai collaboratori dei colossi delle spedizioni e venduti per pochi dollari ai consumatori.

Il commercio online è un campo finito non troppo tempo fa nell’occhio del ciclone restando sotto accusa per sfruttamento dei propri lavoratori da parte di uno dei maggiori esponenti del settore. Le accuse sarebbero state fatte da alcuni impiegati sotto forma di intervista ad alcuni giornali, in queste veniva denunciato il fatto di essere costretti a dover fare gli stessi movimenti per molte ore consecutive con il probabile risultato, che nel tempo, potrebbe diventare dannoso per la loro salute, l’azienda inoltre, si sarebbe rifiutata di prendere decisioni in merito mantenendo inalterate le loro condizioni lavorative. Questo è soltanto un esempio delle accuse rivolte a quello che, al momento, é probabilmente il più potente dei colossi del campo commerciale, quest’ultimo ha negato tutto e sostenuto che siano soltanto illazioni in quanto rispetterebbe le normative del lavoro.

 

Dove la verità risieda in realtà non ci è dato saperlo, anche se per quel che può valere ho un amico che lavora da anni come corriere per una famosa società italiana, mi ha raccontato il trattamento che gli viene riservato, come ad esempio il dover pagare il furgone per le consegne di tasca propria ed essere responsabile dell’eventuale perdita dei pacchi, cosa che se si dovesse verificare comporta un risarcimento da parte sua di tasca propria, senza contare il forte stress a cui è sottoposto ogni giorno nel dover affrontare discussioni con i clienti che gli scaricano addosso le proprie frustrazioni. Problemi che si trovano, purtroppo, in molti posti di lavoro.

Preferisco non entrare nel merito e limitarvi a raccontarvi fatti che ho letto sul web e che mi sono stati raccontati da una persona a me cara che conosco da vent’anni. La speranza è che con l’avvento in questo e molti altri campi della blockchain ci sia un miglioramento esponenziale della situazione lavorativa di migliaia di persone riguardante il lavoro e non soltanto una crescita dei posti a disposizione, lavorare è un dovere ed un diritto di ogni essere umano, poterlo fare in condizioni degne ed adeguate dovrebbe essere un dei requisiti primari.

 

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