Un saluto a tutti,

il mondo delle criptovalute e delle blockchain è in continua evoluzione, ogni giorno nuovi utenti si avvicinano a questo settore perché incuriositi da qualche notizia letta online, perché ne hanno sentito parlare in qualche gruppo di discussione oppure perché qualche telegiornale ha rilanciato l’ennesima notizia sul fatto che Bitcoin sia una bolla, magari riportando frasi pronunciate da qualche pseudo esperto del settore o da un politico che non sa neanche di cosa sta parlando.

Sta di fatto che, come dice il detto “in bene o in male purchè se ne parli”, è tutta pubblicità che incuriosisce la gente comune che ancora non si è approcciata alle monete virtuali scatenando la voglia di ottenere guadagni facili o semplicemente di capirne qualcosa di più. Quindi la platea di gente che gravita intorno a questo settore aumenta giorno dopo giorno ma alcuni concetti basilari continuano a sfuggire, ingenerando una confusione su alcune logiche che invece dovrebbero essere ben chiare per comprendere appieno il funzionamento delle Blockchain e delle Criptovalute.

Il principio fondamentale che permette a una blockchain di funzionare è il mining, che genera costantemente nuovi blocchi su cui le informazioni vengono registrate e diventano immodificabili. Senza il mining una blockchain non potrebbe esistere e funzionare regolarmente e come abbiamo potuto vedere (ne ho parlato anche io in più di un articolo) il settore è in continua evoluzione con mining farm che si alimentano sempre più spesso con energie rinnovabili per rendere la propria attività quanto più redditizia possibile, nonché eco-compatibile.

E’ qui che si introduce il concetto di retribuzione per l’attività di mining. Senza incentivi economici, difficilmente una blockchain verrebbe portata avanti: qui entrano in gioco le Criptovalute. Esse vengono utilizzate per ricompensare coloro i quali mettono a disposizione le proprie infrastrutture per tenere in piedi una blockchain, di fatto mettendo in evidenza quanto ho riportato nel titolo di questo articolo: quello tra Blockchain e Criptovalute è un binomio inscindibile?

Benché sia possibile immaginare delle blockchain che possano funzionare senza una criptovaluta collegata, per esempio per usi interni alle aziende o alle pubbliche amministrazioni, per società di spedizione e quindi per tutti quegli usi privati che potrebbero usufruire della tecnologia blockchain per aumentare la propria efficienza interna, le blockchain a cui tutti siamo abituati come quella di Bitcoin ed Ethereum (per citarne un paio) non potrebbero funzionare senza la propria criptovaluta perché essa è l’incentivo che permette agli utenti di essere motivati a mettere a disposizione i propri computer per far funzionare l’intera rete.

Molto spesso il termine criptovaluta viene utilizzato per descrivere l’intera tecnologia alla base, proprio per una mancata conoscenza del funzionamento dell’intero sistema. La moneta virtuale quindi non va intesa necessariamente come una valuta vera e propria ma bensì come un qualcosa che permette a una rete di funzionare ma anche avere utilizzi per tantissimi altri scopi come gli smart contract, lo sviluppo di Dapp o altro ancora. Inoltre la criptovaluta su una blockchain viene utilizzata per pagare i tecnici che vi lavorano (i DEV) , le infrastrutture, i server e i costi operativi. Ovviamente il suo valore è stabilito dal mercato in quanto poi queste monete virtuali possono essere scambiate negli exchange e la domanda e offerta delle stesse ne determina la quotazione.

Infatti ad attirare investitori sulle blockchain sono i progetti alle loro spalle, quindi la circolazione di criptovalute non avviene solo all’interno del sistema come retribuzione per i miner, ma anche verso l’esterno per chi è interessato a supportare l’idea alla sua base. Quindi l’utilità delle monete virtuali non è prettamente nel suo utilizzo al pari di una valuta, benché possa assolvere anche questo scopo e in alcuni casi sia stata creata per questo motivo, ma piuttosto come una forma di incentivo e “merce di scambio” all’interno del sistema di riferimento.

Quindi come abbiamo potuto constatare, il binomio Criptovalute-Blockchain indica due componenti ben distinti e separate di un sistema e benché le blockchain possano sussistere senza criptovalute, solo quelle private o destinate ad usi interni potrebbero riuscire a coprire i costi di esercizio come costi aziendali, mentre tutte le criptovalute destinate agli usi classici a cui siamo abituati (Bitcoin, Ethereum, Litecoin e via discorrendo) hanno la necessità di emettere una criptovaluta per incentivare i miners a continuare a produrre blocchi, permettere il pagamento delle infrastrutture e di pagare chi vi lavora.

Per concludere, le criptovalute e le blockchain sono un binomio inscindibile? Per come sono sfruttate oggi, mi sento di dire di si perché nessuno avrebbe interesse a portare avanti una blockchain e sopportarne i costi senza avere un tornaconto. Perlomeno se parliamo di una blockchain di una certa dimensione e pubblica, mentre potrebbe essere vero il contrario per sistema di piccole dimensioni e per usi specifici.

Un saluto, Carlo.

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Fonte: cryptonomist.ch

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Responses

  1. Adil Elias

    Another great article Carlo! Incentives are certainly necessary in such an early stage. While blockchain can operate without cryptocurrencies, it’s certainly far easier to encourage adoption with crypto-incentives.

    (2)