Un saluto a tutti,

se avete avuto a che fare con le criptovalute, sarete per forza di cosa incappati in uno di loro. Di cosa sto parlando? Degli Exchange di Criptovaluta!

Diciamoci la verità, gli exchange sono una realtà imprescindibile dalle criptovalute, perché per movimentarle e passare da una criptovaluta all’altra oppure per convertire la nostra valuta Fiat tradizionale in moneta virtuale, siamo costretti a rivolgerci a uno di loro. Nel corso del tempo, con l’aumento del numero delle criptovalute e della loro popolarità anche il numero degli exchange presenti sul mercato è aumentato notevolmente, ampliando l’offerta per gli utenti. Questo è stato importante perché la concorrenza porta solo grandi vantaggi, vedi ad esempio la riduzione delle commissioni o l’aumento delle criptovalute supportate da ogni exchange. 

Ma nel panorama attuale in cui esistono centinaia di criptovalute diverse, anche a seguito della miriade di ICO che sono state promosse negli ultimi due anni, avere molti exchange diventa imprescindibile perché non tutti supportano tutte le criptovalute e quindi diventa importante poter scegliere l’exchange più giusto per il proprio portfolio di criptovalute.

Ma esiste un’altra discriminante molto importante da non sottovalutare, in linea con il concetto di decentralizzazione che le criptovalute e le blockchain hanno introdotto. Infatti ai classici exchange si sono affiancati quelli decentralizzati, comunemente riconosciuti come DEX e in questo articolo vorrei focalizzare l’attenzione sui punti di forza di entrambi e di conseguenza sui loro difetti principali.

Semplicità e versatilità. Forse in questi concetti potrebbe essere racchiuso il successo degli exchange centralizzati, in quanto è fuori discussione che dopo qualche momento di ambientamento, chiunque può usarli per convertire le proprie criptovalute in altre criptovalute o in moneta Fiat.. e viceversa. Inoltre sono stati i primi ad essere presenti nel mercato e ad essere utilizzati, quindi negli utenti continua ad esserci una certa confidenza che è dura da superare per approdare a qualcos’altro. Vi è anche una serie di funzionalità tali da poter soddisfare i trader più esperti  al punto da farne dimenticare (o passare in secondo piano) la natura centralizzata. Il suo più grosso limite è l’aspetto della sicurezza, in quanto è storia nota a tutti che molti exchange sono stati oggetto di attacchi hacker e con il furto dei token.

Innovazione e decentralizzazione. Questi i punti di forza degli exchange decentralizzati, i DEX. Il principio alla base del loro sviluppo è che se tutto il sistema si basa sull’allontanamento dal concetto di “centralizzazione”, anche gli exchange devono rispettare tale principio. Quindi questi Dex funzionano on-chain ovvero qualsiasi tipo di operazione svolta su di essi viene “stampata” sulla blockchain di riferimento diventando di fatto irreversibile. Il grosso vantaggio è che ogni utente resta padrone delle proprie chiavi crittografate e soprattutto non ha degli intermediari che si frappongono nel corso delle operazioni.

L’aspetto forse più controverso e negativo dei DEX è che essendo le operazioni vincolate all’uso della blockchain di riferimento, necessitano di conferma da parte della rete e questo può comportare due aspetti negativi: una lunga attesa e il pagamento di commissioni. Queste ultime potrebbero anche lievitare in considerazione della possibilità di ricorrere al front-running, la procedura che permette di pagare più commissioni per scalare la coda delle operazioni in attesa ed essere minati in maniera prioritaria. Devo essere sincero, è una situazione che mi lascia parecchio perplesso in quanto si va a snaturare anche in questo caso il principio della tanto decantata decentralizzazione.

Un altro problema da non sottovalutare è quello della mancanza di liquidità che almeno in questa fase iniziale sta affliggendo i DEX, proprio per il fatto che gli exchange centralizzati riscuotono ancora un grosso successo e la liquidità si riversa in gran parte l loro interno. Quindi una serie di problematiche a discapito dei DEX che ne frenano lo sviluppo: lentezza, costi, illiquidità e poca offerta di servizi ma che hanno dalla loro il vantaggio della decentralizzazione che è l’obiettivo per cui ci si allontana dai sistemi finanziari classici a favore delle criptovalute. I problemi, lo ripeto, sono solo iniziali e dovuti alla scarsa diffusione di questi nuovi exchange.

A risolvere parzialmente (e momentaneamente) la situazione potrebbero essere delle soluzioni ibride, ovvero piattaforme di exchange che sono un mix tra operazioni compiute sulla blockchain e altre fuori da essa. Sono i DEX ibridi, che permettono all’utente di conservare le proprie chiavi private e la custodia delle proprie criptovalute mentre all’exchange demanda solo la gestione degli ordini, superando così il problema del front-running, della lentezza dell’esecuzione degli ordini e della liquidità. Garantendo ai clienti un maggior grado di sicurezza in quanto, come detto, la custodia dei token resta sempre in capo a questi ultimi.

In ogni caso continuo a pensare che il futuro siano proprio i DEX, benché adesso siano afflitti dalle problematiche di cui parlavo prima. Molto spesso essi si concentrano su criptovalute che non sono quotate dagli exchange centralizzati e che provengono dalle nuove ICO, proprio per avere la possibilità di non entrare in diretta concorrenza con questi ultimi. Ne deriva che con il fallimento di molte Initial Coin Offering, anche i DEX ne risentano; inoltre basta guardare il volume di alcuni di loro per rendersi conto che sono davvero troppo bassi per pensare di attirare nuovi clienti.

Ultimo (ma forse non ultimo) l’aspetto legale dei DEX: al contrario della quasi totalità degli exchange centralizzati che devono rispettare regolamentazioni sempre più stringenti come il KYC (Know Your Customer) o l’AML (Anti Money Laundering), gli exchange decentralizzati non devono rispettare alcun controllo, ponendo delle ombre di non poco conto sul proprio operato.

In ogni caso i principali exchange centralizzati si stanno premunendo creando la versione DEX delle loro piattaforme. Sintomo che il futuro passa per i DEX, a patto che si scelga di utilizzarli per liberarsi dai poteri centralizzati seguendo i principi cardine delle criptovalute e delle blockchain, secondo l’ideale della tanto agognata libertà.

Un saluto, Carlo.

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Fonte: cryptonomist.ch

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Responses

  1. webdeals

    ottimo articolo! Son convinto che le DeX o exchanges ibridi siano il successo. Vedi Dexeos chiaramente funge tramite scatter come hai detto bene tu usa le chiavi private. Non si pagano neanche commissioni! N.1

    (2)