Un saluto a tutti,

la crisi non risparmia proprio nessuno, questo è un dato di fatto. Valido anche (e forse soprattutto) se si parla di criptovalute, in quanto se le stesse sono utilizzate per pagare i costi della propria blockchain è quasi consequenziale che una contrazione dei valori delle relative monete virtuali mette in pericolo i conti delle società proprietarie, in affanno per tenere i conti in regola.

Il recente crollo del valore delle criptovalute (di cui ho parlato in questo articolo “Bitcoin è morto.. viva bitcoin!” )  ha messo a nudo le debolezze di molte di esse e nella lista delle monete virtuali in difficoltà figurano nomi eccellenti, tra cui quello di STEEM. Molti degli autori che scrivono i propri contenuti su Trybe (me compreso) provengono o hanno comunque avuto modo di approciarsi a Steemit, in ogni caso chi non lo conoscesse è social network composto dai blog di centinaia di migliaia di autori e che permette di scrivere i propri articoli venendo retribuiti con il meccenismo degli “upvote” (monete virtuali di riferimento STEEM e Steem Dollars/SBD) e che gira sulla blockchain di STEEM.

La notizia eclatante è che il CEO della compagnia Ned Scott ha licenziato il 70% del personale di Steemit, rendendo pubblica la notizia in un Video e spiegando che tale decisione è stata presa a causa del recente crollo dei mercati delle criptovalute.

Steemit è dunque a rischio fallimento? Se dovessi rispondere in maniera secca, direi di no aggiungendoci un “assolutamente” davanti. La piattaforma si è evoluta nel tempo e ha conosciuto varie fasi con valori di STEEM anche più bassi di quelli attuali (adesso quota circa $0.38), ma ovviamente quello che è anche cresciuto nel tempo sono i costi di gestione, con varie app proprietarie create per monitorare i conti degli utenti e un incremento di personale necessario a curare i vari aspetti legati alla operatività dell’intera Steemit, con un numero di iscritti in costante crescita.

La contrazione del valore di STEEM che ha seguito quello delle altre criptovalute, ha avuto la conseguenza diretta di mettere a repentaglio i conti della società Steemit Inc. e quindi al fine di tutelare sia gli utenti che la stessa applicazione, si è reso necessario un intervento di Ned Scott, che molto coraggiosamente c’ha messo la faccia apparendo in video (lo trovate QUI) piuttosto che delegare la notizia a un comunicato scritto.

La prima decisione è stata quella di ridurre il personale del 70% mentre il passo successivo, per sopperire a questi licenziamenti, è stato quello di programmare una riorganizzazione strutturale che servirà anche a contenere i costi futuri. Questo è un estratto del comunicato di Ned Scott:

Given the weakness of the cryptocurrency market, the fiat returns on our automated selling of STEEM diminishing, and the growing costs of running full Steem nodes, we have been forced to layoff close to 70% of the team. The remainder of the team is staying on to focus primarily on reducing the costs of the infrastructure running steemit.com and our public APIs, and ensuring that the community can remain informed of developments.

In pratica la sostenibilità economica della piattaforma, fiore all’occhiello della blockchain di STEEM, passa attraverso il contenimento dei costi. Sorvolo sul come, perchè non è assolutamente il mio campo di competenza e non mi piace avventurarmi in discorsi dei quali ignoro il significato, ma nel suo video Ned fornisce alcuni punti su cui stanno lavorando:

We have conducted our first all-hands meeting and are prioritizing all the cost reduction solutions we can accomplish in the near term, including replacing steemd plugins with hivemind, pitchforking Steem to prune the chain state size from 160gb to 0gb, AWS usage projections, DevOps solutions, reduction of Staging and Testing nodes, and eliminating redundancies.

E la comunità di Steemit, come ha preso la notizia?

Inutile dire che le critiche sono piovute da ogni dove e che molti degli utenti storici di Steemit sono intervenuti per sottolineare ancora una volta come il CEO del social network sia sordo alle critiche ed ai suggerimenti; altri lo accusano di non essere in grado di guidare una compagnia che forse è diventata più grande di quello che si aspettasse e che la separazione da Dan Larimer lo abbia lasciato in balia di un progetto che non è più in grado di portare avanti da solo.

Forse l’accusa più grande è che Ned Scott si sia riempito le tasche e che adesso non sia più interessanto a portare avanti la sua creatura con lo stesso entusiasmo che aveva dimostrato inizialmente. Emblematico ad esempio è il fatto che il video della dichiarazione sul licenziamento del 70% dello staff di Steemit sia stato pubblicato su Youtube piuttosto che utilizzare Dtube, la piattaforma che gira sulla blockchain di STEEM e quindi ne sostiene lo sviluppo.

Insomma tante critiche, suggerimenti di farsi da parte e di lasciare il ruolo di CEO a qualcuno di più capace ma che pare non scalfiscano Ned Scott; io ho trovato interessante qualche commento che sottolineava come la crisi delle criptovalute potesse essere solo una scusa per liberarsi di tante persone che non erano poi così adatte a ricoprire il ruolo assegnatogli e a sfoltire un personale forse troppo grande per una compagnia che non necessitava di tante figure professionali. Fintanto che le quotazioni di STEEM erano alte, sopportare questi costi chiudendo un occhio sulla reale utilità di questi dipendenti era più facile ma con lo stringersi dei cordoni della borsa, procedere a una riduzione era un passo inevitabile.

Senza fare confusione tra STEEM e Steemit, in quanto la prima potrebbe tranquillamente vivere senza la seconda, io credo che il futuro di Steemit sia ancora lungo e prosperoso e lo dico perchè alla base c’è una comunità viva di persone che credono fortemente nella piattaforma. Gente capace che propone ogni giorno iniziative volte a tenere alto l’interesse verso di essa, gente che sta creando progetti e applicazioni che ne accrescono notevolmente il valore. La blockchain di STEEM è molto apprezzata, su di essa sono state sviluppate una grande quantità di applicazioni valide (Dtube, Steem Monsters, Utopian, Esteem, Steemhunt, SteepShot, Busy, DSound, Zappl per citarne alcune) e sono sicuro che Steemit resterà il faro e punto di riferimento per tutte loro.

Siamo ancora agli inizi di questo genere di proposte, di cui Trybe è diventato un esponente dalla scorsa estate e quindi è decisamente troppo presto per decretare il successo o meno dell’idea alla base delle stesse: essere pagati per tenere il proprio blog, ovviamente in base alla capacità di tessere la propria rete di relazioni e tenendo alti i contenuti dei propri articoli. Io scommetto che alla fine queste piattaforme che possiamo paragonare a dei social network ma col vantaggio di essere decentralizzati, avranno il successo che meritano e riusciranno a surclassare proposte meno valide quali Facebook e Twitter, sul quale pesa molto (almeno per quanto mi riguarda) la mano della censura e del controllo centralizzato.

Un saluto, Carlo.

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Fonte: steemit.com

Image Sources: Featured, 1 (“Steem Value Decrease” © 2018 Descryptive.com – Licensed under CC BY 2.0), 2

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Responses

    1. miti Post author

      Purtroppo anche questo è vero. Il lato positivo è che grandi società stanno assumendo queste persone in quanto esperte di criptovalute e quindi utili per entrare in questo settore 😉

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  1. Workin2005

    Ottimo post come sempre @miti. Sono d’accordo, i siti di social media decentrati come Trybe e Steemit hanno un grande futuro. Alla fine sostituiranno Twitter e Facebook … entrambi sono diventati ridicoli con la censura di certe persone, lasciando che gli altri dicessero quasi tutto. È tempo di cambiare.

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    1. miti Post author

      La penso allo stesso modo. Quando la gente si renderà conto che si può continuare a scrivere in libertà, magari questi nuovi social si diffonderanno su larga scala.

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  2. Rictoken

    Ho provato a pubblicare in Steemit ma senza seguito, così mi sono buttato su Trybe appena uscito. Speriamo che serva come lezione ed aiuti Trybe a non commettere gli stessi errori. Comunque speriamo che propsperino entrambi

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    1. miti Post author

      Speriamo di si.. Steemit per ora non permette agli autori di post di indubbia qualità di emergere mentre favorisce gli early adopter. Con il voto massimo fissato a 200 Token, Trybe ha risolto questo problema e per questo sto cominciando a preferirlo a Steemit.

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  3. Giorgio Pfefer

    Personalmente preferisco Trybe invece di Seemit per varie ragioni ma sono sicuro che questa non è la fine sua, dipende più dalla community se saprà sostenerlo in questi momenti difficili che dai dipendenti, grazie per questo post !

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    1. miti Post author

      Si, penso tu abbia ragione.. diciamo che la community si è molto “spenta” col crollo dei valori delle criptovalute ed è una cosa sbagliata perchè alla fine fare le cose solo per soldi non porta molto lontano..

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  4. Miguel A. Cabanes

    Since Dan Larimer left, they have had great problems in terms of future vision or development of the platform, but as we commented the other day some colleagues and I, the dismissal of 70% of the current template does not have to be a problem; now they will hire less people but they will select them much better and they will wait for improvement results before.
    Let’s see what happens.

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