Nel post precedente avevo concluso che la tecnologia vehicle to grid si sposa perfettamente con la blockchain. Sì!, perché ci sono infinite possibilità per collegare le due tecnologie. Come sappiamo la blockchain ci offre la possibilità di liberarci da quei intermediari per trasferire un determinato valore o dato da un soggetto all’altro…. E quindi anche l’energia (elettrica) può essere benissimo gestita con questa tecnologia e il mercato mondiale di quest’ultima sarà proprio uno fra i più adatti alla loro applicazione. Immaginate una rete integrata a livello mondiale o anche locale in cui grandi e piccoli impianti di pannelli fotovoltaici, sistemi eolici, concentratori solari termici e sistemi di accumulo e conservazione dell’elettricità (macchine elettriche ma non solo), utenze industriali e domestiche, rappresenteranno milioni di nodi interconnessi da cavi elettrici e potranno interagire direttamente, comprare e vendere elettricità attraverso scambi sicuri oltre tutte le frontiere. Il futuro potrebbe benissimo essere non solo avere moneta come valore di scambio ma anche l’energia stessa… il KWh potrebbe essere un “nuovo” valore economico, una nuova valuta economica al pari di qualsiasi altra moneta FIAT. Abbiamo detto “nuovo”…. Sì, perché fino ad ora chi produce energia elettrica non ha alcuna possibilità di commercializzarla; al massimo può autoconsumarla o “venderla” al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) alle loro condizioni.

Scenari a applicazioni

Come detto nel post precedente, una macchina elettrica si trasforma non solo in un mezzo per spostarci ma anche come vettore energetico. Una macchina che implementa la tecnologia vehicle to grid cede energia elettrica alla rete allo stesso modo in cui lo fa un impianto di pannelli fotovoltaici. Se questa energia fosse legata ad una blockchain, posseggo anche un valore che lo posso utilizzare come meglio credo. Vendo energia dalla mia vettura in quanto in quel preciso istante la smart grid elettrica sta chiedendo un impegno maggiore di energia in quanto ci sono determinate situazioni da soddisfare. In questa situazione l’energia ha un valore maggiore rispetto ad altre situazioni (es. durante la notte) e poso sfruttare l’occasione per trarre un profitto. Posso acquistare energia dalla rete perché ho in mente di fare uno spostamento dopo la giornata lavorativa e quindi ho bisogno di un certo quantitativo di energia alle mie batterie della macchina. Oppure, visto che ho un impianto fotovoltaico sul mio tetto, prendo l’energia che in quel momento l’impianto produce e la trasferisco sulla macchina, con un valore alla pari visto che il KWh potrebbe essere un nuovo sistema economico. Oppure posso accumulare energia sotto forma di token per utilizzarla in un futuro (spostare l’energia nel tempo).

Distribution smart grids – Autore bruno zaugg – Immagine in CC0 – Fonte Wikipedia

Su questo ultimo punto vorrei portare la mia esperienza sulle energie rinnovabili e della loro difficoltà di sfruttamento dato che sono un tecnico nel settore edile. All’epoca in cui ho ristrutturato la mia casa era di moda installare un impianto solare termico, sia per sensibilità ecologica che per motivi economici ho installato un impianto sul mio tetto. Al tempo ero soddisfatto della scelta ma ben presto ho cambiato idea…. Semplicemente il problema era ed è! che non si è in grado di sfruttare l’energia prodotta e non ci sono possibilità di accumulo. Un impianto solare produce energia quando non serve! In estate quando la produzione di energia è massima non abbiamo occasione di sfruttarla, dopo una giornata di lavoro in giugno non abbiamo voglia di farci una doccia bella calda …anzi! Al contrario in inverno mi serve un quantitativo di energia alto, ma il sole è molto basso anche a mezzogiorno e non riesce a soddisfare sufficientemente le richieste di calore che la mia casa ha bisogno se non in minima parte. Ecco che in questo caso avere la possibilità di spostare nel tempo un certo quantitativo di energia risulta di particolare importanza.

I grandi si sono già mossi

Il mercato mondiale di energia ha un valore enorme e la tecnologia blockchain si sposa perfettamente con essa. I grandi si sono già accorti e hanno già fatto alcuni esperimenti in tal senso. Si è interessata a questa opportunità la nostra ENI. All’inizio del 2017 – insieme a BP e Wien Energy – Eni ha lanciato un primo progetto pilota per sviluppare una tecnologia blockchain dedicata alla gestione degli scambi di energia fra differenti soggetti. In soli tre mesi, grazie alla piattaforma blockchain “Interbit” sviluppata dalla società canadese BTL è stato messo a punto il primo sistema di commercio elettronico dell’energia. L’iniziativa ha avuto un notevole successo e dopo pochi mesi si sono aggiunte anche Gazprom e Total tanto per citare alcuni nomi piuttosto blasonati del settore energetico. ENI non si è fermata e ha svolto anche partnership con altre realtà, come ad esempio con il consorzio Enerchain sviluppato dalla società tedesca Ponton con l’obiettivo di realizzare una piattaforma per il commercio energetico e l’ottimizzazione della gestione della rete (smart grid).

Conclusioni

L’obiettivo che mi aspetto e che spero vivamente, è quello di ottenere una rete elettrica democratica e distribuita come lo sono i milioni di pannelli fotovoltaici installati sui nostri tetti, come lo sono le macchine elettrice e le energy storage in genere. Singolarmente sono minuscole capacità energetiche ma messe insieme costituiscono una enorme energia che svolgerà un ruolo sempre più importante nel sistema elettrico tradizionale.

Per approfondimenti:

Interbit  Interbit is a blockchain development platform designed for business innovators and developers to quickly and easily incorporate the best of blockchain capabilities into enterprise applications.

BTL GROUP LTD  Operating globally, BTL is the creator of Interbit, a next generation blockchain platform.

Enerchian PONTON


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Responses

    1. pait Post author

      Grazie @miti come detto a Sandro speriamo bene anche se in questo settore la blockchain che verrà adottata non credo sarà come la conosciamo noi. Mi sa tanto che prevarrà un protocollo più privato che distribuito

      (1)