Credo di aver sentito parlare di vehicle to grid quando ho visto il video di presentazione della Nissan Leaf 2018. Il presentatore ne parlò come una enorme novità e alla fine del video fece vedere che l’impianto audio e le luci del Deejay che animava la festa finale, era alimentato dalla macchina. All’inizio non capivo bene a che servisse la cosa, anzi… pensai che era proprio solo una trovata pubblicitaria e di nessun utilizzo reale. Poi mi sono ricreduto, e anche molto sulle sue potenzialità.

 

Immagine in CC0

Ma cosa è il vehicle to grid (V2G)? In sostanza è una tecnologia di ricarica bidirezionale e il sistema di accumulo della macchina può sia assorbire energia (ovviamente…) per poter circolare ma anche di restituire alla rete una parte della propria energia. Come gran parte delle persone che vorrebbero “evolversi” alla mobilità elettrica pensa di ricaricare la macchina durante la notte per poi sfruttare l’energia di giorno per circolare… ovvio… naturale, ma dobbiamo fare un paio di premesse per comprendere meglio le potenzialità della V2G. Dobbiamo pensare che la macchina è per un buon 90% ferma e non dobbiamo pensare che solo durante la notte, nel nostro box, si possa ricaricare ma può ricaricarsi anche sul posto di lavoro, quando facciamo la spesa e anche quando ci fermiamo al solito iper mega centro commerciale per accontentare le dolci metà nei loro shopping sfrenato. In tutte queste attività possiamo avere l’occasione di mettere in RETE la macchina. Altra premessa è che dobbiamo avere un grande accumulatore per avere l’occasione di cedere energia. Già un po’ tutte le case automobilistiche si stanno portando ad uno standard di 60KWh di capacità delle batterie e nel prossimo futuro, anche tenuto conto del progresso tecnologico, questa asticella si alzerà e di parecchio… personalmente stimo in 100KWh un taglio per una vettura famigliare mentre per le citycar penso a valori molto più bassi. Questo aumento della capacità delle batterie è per “sbloccare” quel confine, più psicologico che altro, di voler fare Milano Roma con una sola ricarica senza fermarci. Sarà fattibile ed è alla portata anche delle nuove tecnologie attuali, ma non dimentichiamo che questi viaggi sono per lo più occasionali mentre nella routine di tutti i giorni andiamo a percorrere quei 50, 100 o al massimo 150Km… chi deve percorrere oltre i 200Km al giorno non ricade nella maggioranza della casistica. Ultimo punto fondamentale è che le colonnine di ricarica devono, per forza essere sufficientemente capillari. Anche sul posto di lavoro dovremo aver la possibilità di mettere in rete la macchina per ricaricare o cedere energia.

Ecco che in questo scenario futuro, con punti di ricarica capillari e capacità di accumulo alta, la tecnologia V2G diventa interessante. Lo sviluppo della mobilità elettrica è legato da un doppio filo a quello delle energie rinnovabili per svariati motivi e non possiamo dimenticare anche dei problemi della rete elettrica ai picchi di richieste di energia. In questo ultimo caso avere a disposizione una riserva di energia, fatta da migliaia di veicoli elettrici tutti connessi fra loro, da un aiuto non indifferente per stabilizzare la rete elettrica qualora necessario visto che le richieste di energia non sono costanti durante l’arco della giornata.

Stabilizzare la rete elettrica durante l’arco della giornata – Immagine dal sito Amsterdamvehicle2grid

Durante le ore lavorative possiamo avere l’opportunità di caricare le batteria per poi cedere quell’energia durante la sera nella propria abitazione per far fronte alle nostre necessità (fare il bucato, luci, tv, cucina piuttosto che riscaldare l’acqua sanitaria). Il veicolo connesso con il nostro smartphon e anche alle nostre case, sarà in grado di “capire” quanta energia servirà per tornare a casa a fine giornata lavorativa, quanto alimentare la nostra abitazione per determinate situazioni e in base ai costi delle varie fasce orarie e infine quando questo dovrà smettere di alimentare la casa per passare alla ricarica delle batterie per permetterci di andare al lavoro il mattino successivo.

Come detto prima la mobilità elettrica è legata da un doppio filo alla energie rinnovabili. Come ben sappiamo il sole o il vento non sono sempre costanti. Ecco che avere la possibilità i accumulare questa energia per sfruttarla nei momenti di necessità diventa occasione di poter ottimizzare il processo di produzione e utilizzo dell’energia. Semplicemente la nostra macchina non diventerà solo un mezzo di trasporto ma un vettore complesso di energia.

Mi fermo qua… per ora, perché il V2G si sposa in maniera perfetta alla blockchain… ne parlerò nella prossima puntata. Un saluto a tutti, nicola

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