Amanti e golosi del cioccolato, ora avrete una buona scusa per gustarvi, senza esagerare, del buon cioccolato fondente. Sembra infatti che il cioccolato amaro sia in grado di potenziare memoria, apprendimento, il sistema immunitario e l’umore (e su quest’ultimo forse non c’era bisogno di fare studi scientifici!). Ma andiamo a conoscere meglio il cibo degli dei, dalle origini alle recenti scoperte in merito le benefiche proprietà.

Un alimento vecchio almeno 4000 anni

Statuetta di uomo con chicco di cacao dal National Antropology and History Museum del Messico. CC SA 3.0

I primi utilizzi del cacao, risalgono alle civiltà pre-colombiane, tra cui i Maya ed ancora prima la civiltà Olmeca, che utilizzava il cioccolato principalmente durante importanti rituali. Tra gli Aztechi, il cacao era considerato un bene di lusso, esso infatti non cresceva sul suolo Azteco ma doveva essere importato.

Un soldato spagnolo al servizio del conquistadore Hernán Cortés, riportò che l’imperatore Moctezuma II bevesse non meno di 60 volte al giorno della cioccolata servita in un calice d’oro: il cacao veniva consumato amaro e per lo più in forma liquida, detta xocoalt (da cui deriva il nome cioccolato), soprattutto da nobili e soldati. Per questo motivo e per via del “potere inebriante” che gli veniva attribuito, veniva consumato sempre con estrema solennità.

Lo xocoalt era molto differente dal cioccolato come lo immaginiamo ora: la base era costituito da polveri di cacao ottenute dalla pianta di theobroma (letteralmente cibo degli dei), peperoncini, farina di mais e miele, che venivano mischiati con acqua e travasati diversi volte, processo che determinava la formazione di una schiuma che veniva messa da parte e aggiunta sulla bevanda prima della consumazione. In realtà varianti meno elaborate della bevanda venivano consumate anche dalle coppie di sposi, in quanto si pensava avesse un potere afrodisiaco.

Maya ed Aztechi già conoscevano le proprietà officinali di questo alimento e lo impiegavano per il trattamento della fatica, febbre, dolori cardiaci, anemia, disturbi intestinali ed ai reni; in Europa fu introdotto solo nel medioevo e principalmente per utilizzo alimentare. Oggi, grazie a diversi studi scientifici, abbiamo riscoperto diverse proprietà benefiche di questo alimento

La molecola miracolosa

Scambio dello xocoatl tra due divinità Maya, a testimoniare l’importanza che veniva data al “cibo degli dei”. Codex Zouche-Nuttall. CC0

Che il cioccolato fondente facesse bene al nostro organismo, già si sospettava nell’antichità, come abbiamo visto. Tuttavia è solo di recente che sono stati compiuti veri studi scientifici in merito: le proprietà benefiche del cacao sono da ricercarsi nei flavonoidi contenuto in esso, molecole dotate di spiccate proprietà antiossidanti che si trovano nelle piante e negli alimenti che derivano da queste. Nello specifico, il flavonoide del cacao appartiene alla categoria dei flavonoli e si chiama Epicatechina. Nel 2014 , uno studio pubblicato su Nature Neuroscience dallo staff della Columbia University Medical Center (CUMC), dimostrava come nei soggetti anziani che praticavano una dieta ad alto contenuto giornaliero di flavonoli del cacao (900 mg), le capacità mnemoniche e cognitive migliorassero esponenzialmente rispetto ai soggetti che praticavano una dieta a con un basso contenuto di questi (10 mg).

Sezione trasversale di encefalo. La zona cerchiata è il giro dentato, un’area cerebrale coinvolta nei processi delle memoria. CC SA 3.0 by brainmaps.org

Lo studio era volto a vedere gli effetti dei flavonoidi su persone anziane che soffrissero di perdita di memoria età-correlata, un processo fisiologico che non impatta sulla qualità di vita se non dopo i 50-60 anni ed è ben differente dalla perdita di memoria da patologie neurodegenerative come l’Alzheimer. La somministrazione di flavonoidi avveniva mediante un drink preparato appositamente dall’azienda dolciaria Mars ed i risultati sono stati ottenuti sottoponendo dopo tre mesi i soggetti a dei test della memoria e facendo valutazioni di imaging con risonanza magnetica, dove si osservava l’effetto neuroplastico in specifica un’area dell’ippocampo, il giro dentato, ampiamente coinvolta nei processi della memoria. La stessa preparazione utilizzata per questo studio, venne somministrata successivamente a circa 18.000 pazienti presso il ”Brigham and Women’s Hospital” di Boston dimostrando gli effetti positivi a livello cardiovascolare. Da sottolineare che in questi studi si parla sempre di flavonoidi del cacao e non del cioccolato in generale il cui abuso (purtroppo!) è estremamente dannoso per la salute.

I magici effetti del cacao

Il cioccolato fondente ha diversi effetti benefici, tra cui quello stimolante a livello cerebrale, migliora la funzionalità cardiovascolare e abbassa la pressione arteriosa; tuttavia ve ne sono molti altri e tanti ancora sono oggetto di ricerca. CC0 Public domain

Ad inizio 2018 si è tenuto a San Diego, California, l’Experimental Biology Annual Meeting, congresso a cui partecipano 5 società scientifiche nel mondo della biochimica, biologia e medicina. Quest’anno tra i diversi lavori presentati, vi erano due studi sugli effetti del cacao sull’uomo. Nel primo studio, si è studiata l’attività cerebrale di soggetti sani che mangiavano 48 grammi (una barretta) di cioccolato fondente al 70%. Lo studio elettroencefalografico effettuato a 30 e 60 minuti, dimostrava come ci fosse un potenziamento dell’attività neuronale della corteccia cerebrale, effetto che tuttavia si limitava ad un’ora dall’assunzione. Nel secondo studio, la somministrazione di tale quantità di cioccolato veniva pratica giornalmente per 1 settimana.  I risultati sono stati sorprendenti: dall’analisi genetica effettuata tramite prelievi di sangue, è risultata essere aumentata l’espressione di geni che regolano la trasmissione nervosa, la percezione sensoriale e la risposta immunitaria, mentre diminuiva l’espressione dei geni coinvolti nell’infiammazione.

Fino ad allora, le proprietà energizzanti del cioccolato erano state associate all’elevato contenuto di zuccheri (con tutti i “contro” associati), invece oggi la ricerca dimostra che sono le molecole ad attività antiossidante a favorire la neuroplasticità, influendo su memoria, apprendimento ed umore, anche se i meccanismi biologici non si conoscono ancora nel dettaglio.

Gli effetti benefici dei flavonoidi del cacao non si limitano a potenziare il nostro cervello: queste molecole hanno attratto recentemente l’attenzione di numerosi scienziati per via della loro capacità di migliorare il controllo glicemico nei pazienti affetti da diabete mellito di tipo 2, nel prevenire il diabete e le complicanze cardiovascolari del diabete, nel prevenire gli infarti e le patologie cardiovascolari, nel favorire una corretta funzione renale ed intestinale, nel ridurre il rischio di sviluppare un cancro. Ricordiamo che anche nel vino, ed in particolar modo nel vino rosso, c’è una grande quantità di flavonoidi il che giustifica l’asserzione che “un bicchiere di vino rosso al giorno fa bene al cuore.

Il cacao sta attirando negli ultimi anni comunità scientifica ed industria alimentare, che vede nei prodotti ad alto contenuto di cacao, una possibilità economica enorme. Non è un caso che molti studi in questo settore siano sponsorizzati proprio da ditte dolciarie: avere un prodotto gustoso che fa bene a cuore, cervello, reni, intestino ed a chi soffre di diabete e che protegge eventualmente anche dal cancro, è un’occasione troppo ghiotta dal punto di vista del mercato.

Nel mentre la comunità scientifica studia i meccanismi biologici dietro tutti questi effetti positivi dei flavonoidi, non posso che consigliare di mangiare un pezzettino di cioccolato fondente al giorno: magari non vi farà guarire da tutti i mali, ma almeno sarete un pizzico più felici!

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Responses

  1. miti

    Ottime notizie, sono un discreto consumatore di cioccolato fondente (mi piacciono percentuali intorno al 75%) e leggere articoli come questi mi rende felice 😀
    Sai che ti dico? Adesso mi vado a mangiare qualche cubetto..

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