Come a dire che:

  • C’è chi compra e prega;
  • C’è chi compra e vende, e poi ricompra e poi rivende;
  • C’è chi compra e usa!

Penso che tutti coloro che detengono criptovaluta facciano parte di una delle tre categorie appena dette. O magari fanno parte di tutte e tre a diverso titolo, con diverse percentuali, sia per quanto riguarda l’atteggiamento che per quanto riguarda le vere e proprie percentuali di portafoglio.

Penso inoltre che l’elenco precedente possa anche assurgere a ruolo di “livello di consapevolezza” del mondo in cui ci siamo infilati; una sorta di marcia di avvicinamento verso il nuovo orizzonte che si sta aprendo.

Naturalmente queste considerazioni sono legate molto a quella che è la mia esperienza, e se devo guardare indietro, a due anni fa quando iniziò la mia marcia, sicuramente mi riconosco in queste definizioni.

In un primo momento si compra e si prega, poi si inizia a pensare che forse pregare non basta, nonostante tutto, e magari esistono anche modi più spicci per tirare su qualche profitto. E’ questo il momento in cui ci si improvvisa traders, si sperimenta, si giochicchia, si cazzeggia. E naturalmente ci si imbestialisce nel momento in cui…

Ma porca miseria quella cripto era sempre ferma, compro io e crolla!

Inconvenienti del mestiere.

[Fonte immagine] CCO Creative Commons

Si assiste quindi a un graduale spostamento, di forze, capitali, percentuali… che se prima si affidavano soltanto alla preghiera in questa seconda fase iniziano a muoversi, nel tentativo di schivare le intemperie del tempo e del cielo, alla ricerca del sole perenne e muovendosi nel territorio a zig-zag, evitando nuvole, piogge e vento.

Questo l’intento. Ci si fida di se stessi e delle proprie intuizioni, siano esse pure e semplici o anche suffragate da dati certi. Certi si fa per dire poiché anche i dati nella loro neutralità devono essere interpretati; e dunque certo è il dato ma non l’interpretazione che se ne da’.

Siamo punto e a capo, ma non proprio, la via per l’illuminazione è appena iniziata.

Il procedimento è di certo lungo e irto di ostacoli, ma è come una valanga che appena inizia a franare si ferma solo a fondovalle. Questo è a mio parere il momento in cui ci troviamo e noi siamo i primi sassi, le avanguardie di questa immensa valanga che travolgerà tanto di quello che abbiamo conosciuto.

Credo possa arrivare in maniera spontanea nel momento in cui si inizierà a mettere da parte l’aspetto pecuniario. Fedeli a quell’antico detto secondo cui quando si cerca una cosa e si desidera ardentemente trovarla questa si divertirà a celarsi ai nostri occhi, fino al momento in cui smetteremo di cercarla.

L’utilizzo potrebbe essere il chiavistello, la private key (?). E’ che nel momento in cui si usa la necessità che viene soddisfatta non è più il profitto, o perlomeno non lo è in maniera diretta. E’ solo il bisogno che quell’utilizzo soddisfa, che in genere non ha molto a che vedere col profitto, esso è solo un qualcosa di secondario che potrebbe anche non esserci!

Questi i pensieri sparsi di una mattinata del giorno dei morti… non a caso? Chissà!

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Responses

  1. miti

    Ahahahah.. ho trovato azzeccatissimo il finale. 😀
    Penso che quello del trading sia un mestiere come un altro e che necessiti di competenze. Chi vuole improvvisarsi tale, non si rende conto di cosa lo aspetti..

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