Un saluto a tutti,

era abbastanza scontato e atteso che prima o poi anche l’Italia cominciasse a prendere posizione su un argomento così attuale come quello delle ICO. Il momento è arrivato e il primo intervento in merito a una Initial Coin Offering è stato effettuato ad opera della CONSOB, acronimo che sta per Commissione Nazionale per le società e la Borsa che opera in Italia.

Questo organo rappresenta un’autorità amministrativa indipendente, che possiede una propria personalità giuridica ed è dotata di piena autonomia operativa che svolge un’attività di tutela degli investitori e di controllo di efficienza, trasparenza per lo sviluppo del mercato mobiliare italiano. Opera il suo compito di vigilanza in concerto con la Banca d’Italia e s’interfaccia con il più ampio Sistema europeo di vigilanza finanziaria, attivo dal 2011.

La notizia di oggi è che la CONSOB ha preso una posizione contro una Initial Coin Offering rea di aver promosso una offerta che è stata interpretata come una sollecitazione del pubblico risparmio, per la quale in Italia è necessaria una specifica autorizzazione e l’ha sospesa per 90 giorni in via cautelare.

La prima ICO vittima dello stop della CONSOB è quella presentata da Togacoin Ltd, società registrata in Inghilterra e il cui oggetto della promozione del crowdfunding tramite Initial Coin Offering è il finanziamento di un data center localizzato a Tenerife per minare le criptovalute, ma che per ridurre il rischio d’impresa si occuperà anche di attività di hosting e rivendita di energia elettrica. Il motivo dell’intervento della CONSOB è stato un particolare che ha suggerito che la raccolta di denaro e l’offerta di token fosse indirizzata anche al pubblico italiano, cioè la traduzione del Whitepaper e del sito internet in lingua italiana.

Per di più, a differenza delle altre ICO, questa prometteva dei rendimenti ben precisi e quindi che un investimento di 100 dollari sarebbe lievitato a  $213 per il primo anno, $434 il secondo e $654 il terzo. Tutto ciò ha spinto la CONSOB a considerare abusiva l’offerta finanziaria della Togacoin Ltd e a sospenderla in via cautelare con la delibera 20660 del 31 ottobre 2018 per il periodo di novanta giorni, ovviamente per il pubblico residente in Italia, ai sensi dell’articolo 99, comma 1, lettera b), del Tuf, . Questo il testo della delibera:

“VISTO l’art. 94, comma 1, del d.lgs. n. 58/1998, ai sensi del quale “Coloro che intendono effettuare un’offerta al pubblico pubblicano preventivamente un prospetto. A tal fine, per le offerte aventi ad oggetto strumenti finanziari comunitari nelle quali l’Italia è Stato membro d’origine e per le offerte aventi ad oggetto prodotti finanziari diversi dagli strumenti finanziari comunitari, ne danno preventiva comunicazione alla Consob allegando il prospetto destinato alla pubblicazione. Il prospetto non può essere pubblicato finché non è approvato dalla Consob”; RILEVATO che in relazione all’attività posta in essere da Togacoin LTD non risulta essere stata effettuata la preventiva comunicazione alla Consob né risulta essere stato trasmesso il prospetto informativo destinato alla pubblicazione”.

Il prospetto dell’offerta della Togacoin Ltd si pone come il primo finanziamento collettivo che si pone l’obiettivo di distribuire dei guadagni durante la fase di vendita pubblica dei token. La vendita degli stessi viene prevista esclusivamente via Internet con valore del token stabilito a 1 dollaro e un lotto minimo di 200 token per partecipare alla raccolta, pagabile anche tramite altre criptovalute. Il token inoltre darà la possibilità di avere diritto agli utili e alla fine della raccolta fondi sarà listato nei principali exchange anche se le negoziazioni cominceranno già durante la vendita pubblica.

Questo nelle intenzioni, perché abbiamo visto già con altre decine (e anche centinaia) di ICO che tra le intenzioni dei promotori e la pratica non sempre c’è corrispondenza e quindi spesso queste raccolte di fondi pubbliche si rivelano dei grossi fallimenti. Per di più quella della Togacoin LTD appare più come il classico investimento con rendimenti esposti che come una vera e propria Initial Coin Offering, motivo che potrebbe aver spinto l’organo di controllo Italiano a agire in via cautelativa con la sospensione dell’offerta per il pubblico Italiano.

Lo strumento delle ICO appare sempre molto controverso, in quanto nasconde molte insidie in cui gli investitori meno esperti o più sprovveduti potrebbero incorrere; è questo il motivo per cui molti Stati stanno cercando di regolamentarle in qualche modo. Ovviamente non sono così ingenuo da credere che l’unico motivo della regolamentazione sia la protezione degli investitori in quanto sono abbastanza convinto che a interessare maggiormente gli organi di controllo sia il giro d’affari su cui mettere le mani e da tassare. Però marginalmente c’è anche la questione della tutela e quindi in questo senso si sta lavorando a livello internazionale.

Dalla SEC (Securities and Exchange Commission – ente federale statunitense di vigilanza) all’ESMA (European Securities and Markets Authority – Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati che ha il compito di sorvegliare il mercato finanziario europeo) fino ai singoli organi di controllo di stati come la Cina e così via, tutti si stanno ponendo il problema delle ICO e avendo capito di non poter contrastare questo strumento, hanno pensato di provare a regolamentarlo, anche se siamo molto lontani dal raggiungimento di questo scopo.

Tornando all’Italia, attenendosi alla risoluzione dell’Esma del novembre 2017 (Esma 50-157-828) in cui si invitava i promotori di queste raccolte fondi a valutare se le proprie offerte potessero rientrare nella direttiva citata poco fa, nella Mifid, nella Aifmd cioè se rispettassero la direttiva antiriciclaggio. In particolare si invita al rispetto della Direttiva 2003/71/CE avente come scopo la garanzia che le informazioni fornite agli investitori da parte delle società promotrici di queste raccolte fondi nel territorio della UE siano adeguate; nel rispetto della stessa si deve osservare l’obbligo della pubblicazione preventiva di un prospetto che deve essere approvato dalla Consob, prima dell’offerta di prodotti finanziari, come al pubblico.

Punto che secondo la CONSOB la società Togacoin LTD non ha rispettato e che ha portato alla sospensione dell’offerta per il pubblico Italiano. Siamo di fronte a un cambiamento del trattamento di queste raccolte fondi pubbliche, appunto le ICO, da parte degli organi di controllo Italiani?

Un saluto, Carlo.

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Fonte: ilsole24ore.com

Image Sources: Featured , 1 (draglet GmbH by CC BY-SA 4.0 for Commons Wikimedia) , 2

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Responses

  1. taurus1983

    Io preferisco che siano le persona a imparare e fare esperienza dai propri errori per capire se un progetto è valido o meno. Comunque dare delle cifre esatte è una fregatura e quindi non bisogna assolutamente metterci dei soldi dentro questo progetto.

    (1)
    1. miti Post author

      Concordo con te, serve competenza ed esperienza per sopravvivere in questo settore ed è giusto che ognuno si faccia le ossa.. però come hai sottolineato anche tu, è impossibile dare delle cifre così precise senza pensare che sia una grossa fregatura.

      (1)
  2. Workin2005

    Ben fatto @miti. Speriamo che l’Italia non regoli troppo. Capisco la necessità di proteggere i consumatori, ma di solito il governo peggiora le cose. Sento che è meglio richiedere trasparenza e poi lasciare che sia il consumatore a decidere se vogliono correre il rischio.

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