Un saluto a tutti,

Come ho già avuto modo di dire in qualche articolo precedente, mi sono preso una bella vacanza da passare con la mia famiglia e soprattutto lontano dalla tecnologia che troppo spesso invade le nostre vite rendendoci quasi schiavi delle sue molteplici applicazioni nel nostro quotidiano.

Però essendo in un luogo di villeggiatura, circondato da persone rilassate e mentalmente ricettive, ho voluto indagare su quale fosse il grado di conoscenza delle criptovalute da parte degli astanti in modo da rendermi conto della percezione che gli stessi avevano delle monete virtuali. Premetto che il livello culturale dei suddetti era abbastanza omogeneo con tendenza al medio-alto.

Già vi preannuncio che i risultati sono stati sconcertanti.

La prima domanda che ho posto è stata molto semplice: “sai cosa sono le criptovalute?”

Qui già la metà delle persone con cui ho avuto modo di parlare è stata eliminata dal mio campione di sondaggio in quanto non aveva la minima idea di cosa stessi parlando. Al nome di “Bitcoin” qualcuno ha accennato un pallido barlume di “fumosa” conoscenza, ma sempre troppo vago per pensare di continuare la conversazione.

Già questo risultato mi ha lasciato perplesso, in quanto negli ultimi tempi la cassa mediatica ha più volte posto l’attenzione sull’argomento, forse ricordo anche un servizio de “Le Iene” (programma televisivo italiano); anche i nostri politici si sono interessati all’argomento cercando di legiferare al riguardo, quindi non mi aspettavo uno zoccolo duro di ignoranti totali in materia. Chi millantava una conoscenza generica sull’argomento, la classica infarinatura, ha mostrato grosse lacune nel corso della conversazione. Troppo spesso le criptovalute vengono viste come uno strumento per evadere le tasse, compiere attività illecite, ricevere pagamenti “in nero”.

Quindi una percezione totalmente negativa e neanche lontanamente vicina alla realtà, tant’è che molti si sono mostrati indignati all’idea di poter investire nel settore o di prendere in considerazione le criptovalute come strumento di pagamento per la prestazione dei propri servizi (molte persone con cui ho parlato erano liberi professionisti) o dei conti delle proprie attività (per chi aveva un attività commerciale).

Una chiusura mentale anche ai miei tentativi di spiegare che la loro percezione era lontana dalla realtà dei fatti, che mi ha scoraggiato dal preseguire ogni tentativo di “redenzione” lasciando gli interlocutori nella loro convinzione e nella loro ignoranza.

Questo mi introduce alla seconda domanda che ho posto, in realtà a un campione molto ridotto di persone che si sono dimostrate aperte al dialogo e che hanno mostrato una certa cognizione dell’argomento oggetto della conversazione: “investiresti nel settore delle criptovalute, sia in termini di progetto che come investimento economico? 

Qui ho visto parecchie titubanze nonostante la conoscenza dell’argomento. Lo spauracchio più grande è stato il crollo dei valori delle monete virtuali degli ultimi tempi che ha fatto tirare il freno a quanti stavano per fare il grande passo, ma anche l’incertezza legislativa ha giocato un ruolo importante nel trattenere queste persone dall’investire in criptovalute.

In sostanza qualcuno aveva programmato di investire una certa cifra in criptovalute, qualcun’altro aveva preso in considerazione l’idea di accettare pagamenti in moneta virtuale ma a dire il vero nulla di concreto che mi facesse ben sperare per il futuro di questo settore nel “Bel Paese”.

Per fortuna ho conosciuto un paio di persone molto appassionate della materia al punto che c’è stato uno scambio di opinioni e conoscenze che credo abbia arricchito sia me che loro. Questo è stato quello che per fortuna mi ha rincuorato e benchè fossero nettamente la minoranza mi ha consentito di avere delle conversazioni molto interessanti.

In sostanza quello a cui ho assistito è il cliché che si è ripetuto quando ho parlato delle criptovalute ad amici e parenti, senza nessuna eccezione. Quindi c’è chi è del tutto ignorante in materia, chi ne sa poco e quindi resta diffidente vivendo in false convinzioni instillate troppo spesso dalla disinformazione dei media e infine chi conosce la materia ma ha troppa paura per prendere seriamente in considerazione l’idea di investire nelle criptovalute.

Il problema principale, come detto poco fa, è la disinformazione che distorce la realtà dei fatti e crea un alone di negatività e dubbio che poi si ripercuote sulle coscienze. Immagino che quello che sto dicendo non sarà una novità per molti, ma ho voluto provare a condurre un mio personale sondaggio proprio per tastare il territorio in prima persona.

Non so se questo discorso è generale a livello mondiale o se siamo noi italiani ad essere indietro, ma se fosse vera la prima ipotesi temo che lo sviluppo del comparto delle monete virtuali richiederà più tempo di quanto io immaginassi.

In ogni caso volevo condividere con voi questo mio piccolo esperimento per conoscere anche il vostro punto di vista e magari le vostre esperienze in merito.

Un saluto, Carlo.

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Responses

  1. Giorgio Pfefer

    In passato ho provato tantissime volte di voler far conoscere Bitcoin e le cryptovalute a amici e parenti , nel 99% delle volte con risultati negativi , così ad un certo punto ho deciso di lasciarli al loro destino , chi vuole svegliarsi si svegli da solo, anche perché a volte provavo che non solo diffidavano di Bitcoin ma anche nei miei confronti, per cui oggi mi limito a parlare di cryptovalute soltanto con chi di cryptovalute ne sa . Per ora restiamo pochi ma buoni . Complimenti per il tuo sperimento sociale

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    1. miti Post author

      Ciao Giorgio, grazie. In effetti l’aspetto della diffidenza l’ho percepito anche io, quasi io volessi proporre loro un investimento.
      Pochi ma buoni, su questo hai ragione anche se le criptovalute esploderanno solo con un’adozione di massa.

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  2. voiceoff

    Io sinceramente non ne ho parlato con molti… ho scoperto però che alcuni “insospettabili” avevano già investito e la cosa sul momento mi colpì parecchio perché credevo di essere solo uno dei due o tre della mia zona. Beh, forse forse non è per niente così. Io credo che per come siamo fatti dalle mie parti potrebbero esserci tante persone che hanno investito ma nessuno ne parla pubblicamente. Ognuno pensa a sé in sostanza senza dirlo 🙂

    (2)
    1. miti Post author

      Potrebbe essere come dici tu e sarebbe comunque positivo perchè significherebbe che le criptovalute si stanno diffondendo. Ma a veder le facce che mi sono trovato di fronte.. credo che purtroppo siamo lontani da questo obiettivo.

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  3. sandwichbill

    Questo non mi sorprende. La maggior parte delle persone con cui parlo nel Regno Unito non hanno alcuna conoscenza di Bicoin oltre i titoli dei giornali. Persino il nostro parlamento ha pubblicato un articolo sulle criptovalute e il loro potenziale, che era come un saggio accartocciato di uno studente povero.

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  4. CryptosDecrypted

    Well done on carrying out some personal local research. Agreed, we have a long long way to go before crypto goes mainstream. However, I’m guessing the people you spoke to were over 25? I’m also guessing under 25’s are a lot more likely to be engaged with crypto. Cheers @miti

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