Un saluto a tutti,

nonostante il momento poco felice e la criticità che il mercato delle criptovalute sta vivendo, il totale delle transazioni giornaliero che viene effettuato sulle relative blockchain sta crescendo nuovamente fino ad arrivare a sfiorare il record storico stabilito questa estate. Infatti se guardiamo al valore settimanale potremmo restare stupefatti: oltre 52 milioni di transazioni in soli sette giorni quindi molto vicino al record di 60 milioni di transazioni registrato ad agosto 2018 e con un numero di utenti attivi pari a quasi 1.5 milioni.

Come possiamo coniugare questo dato con quelli estremamente negativi di questo ultimo periodo, che hanno visto le monete virtuali perdere molto terreno e bruciare Miliardi di Dollari di controvalore? Il merito di questo incremento è da imputare a due criptovalute nello specifico e cioè EOS e TRON, due piattaforme in grado di processare e gestire enormi flussi di transazioni grazie alla loro scalabilità.

Il dato forse più sensazionale è che ben l’82% delle transazioni operate sulle criptovalute avviene sulle Blockchain di EOS e TRON, lasciando solo il 18% a tutto il restante panorama delle monete virtuali. Un numero per certi versi inaspettato in quanto reti blasonate come Bitcoin ed Ethereum si devono accontentare di gestire un numero di transazioni molto inferiore, anche se come vedremo nel corso di questo mio articolo questo dato non è rappresentativo dei volumi e della capitalizzazione del mercato ma piuttosto con la capacità di far fronte a delle movimentazioni di frequenza più elevata ma non necessariamente di cifre elevate.

La parte del protagonista principale di questo elevato volume di transazioni spetta ad EOS che stacca di gran lunga il secondo di questa classifica, come detto TRON. La rete di EOS è attualmente tornata a un volume di 35 milioni di transazioni dopo essere scesa in maniera costante a circa 10 milioni dopo questa estate in cui stabilì il suo record assoluto: 46 milioni di transazioni in una settimana! Con un numero di oltre 41 mila indirizzi attivi, la blockchain di EOS deve questo grande numero di transazioni a un ecosistema molto vivo fatto di sviluppatori che hanno scelto la piattaforma per le caratteristiche peculiari che la contraddistinguono cioè scalabilità, assenza di costi e velocità. Si stima infatti che la rete di EOS sia potenzialmente in grado di gestire milioni di transazioni al secondo, sebbene nella pratica per ora si è arrivati al numero pur sempre ragguardevole di oltre 2500 transazioni al secondo (per intenderci Ethereum riesce a gestirne al massimo 20 al secondo e ancora meno riesce a fare Bitcoin). Nel dettaglio, EOS processa il 67% delle transazioni totali.

Sugli scudi anche TRON e vista la mia passione per quest’ultimo progetto, la cosa non può che rendermi felice. Nonostante il numero di transazioni si attesti su un valore ben lontano da quello di EOS e cioè 7.8 milioni nell’ultima settimana, va considerato che questo valore rappresenta il record per la rete e che la crescita è avvenuta quasi tutta nell’ultimo mese, cosa che in prospettiva rende la blockchain di TRON molto interessante. Il dato che getta qualche ombra su quest’ultima è il numero degli indirizzi attivi che è crollato dagli oltre 100 mila di questa estate a circa un quarto di questa settimana. Ultima considerazione su TRON è l’origine di questo grande numero di transazioni che deriva quasi eslcusivamente dalle scommesse che vengono effettuate su TronDice e TronBet, lanciate da meno di un mese e che hanno portato il numero delle transazioni a impennarsi in maniera vertiginosa (ne parlo qui: La rete Tron ha raggiunto 1 Milione di Transazioni giornaliere ). Nel dettaglio, TRON processa il 15% delle transazioni totali.

Molto indietro le altre reti più famose come Bitcoin, Ethereum e Ripple che anche sommando le loro transazioni non arrivano neanche a sfiorare i numeri espressi dalle appena citate blockchain. Infatti Bitcoin sfiora a malapena 1.7 milioni di transazioni e neanche il suo record storico stabilito a gennaio 2018 si avvicina al numero di transazioni delle capofila, fermandosi a poco più di 2.4 milioni. Poco meglio fa Ethereum con 3.32 milioni di transazioni settimanali con però una tendenza al calo costante e lontanissimo dal proprio record di 7.2 milioni di transazioni stabilito anch’esso a gennaio 2018. Infine Ripple ha un numero di transazioni settimanali che attualmente è molto vicino a quello di Bitcoin benchè il proprio record (neanche a dirlo stabilito a Gennaio di quest’anno) è più vicino a quello stabilito da Ethereum cioè 7.8 milioni di transazioni settimanali. Numeri notevolmente inferiori per le blockchain che seguono, che non vale neanche la pena di analizzare in quanto tutte insieme non raggiungono nemmeno il 4% del totale delle transazioni settimanali.

La cosa che fa invece riflettere è che nonostante il numero di transazioni elevate la quantità di indirizzi attivi sulle reti di EOS e TRON è notevolmente inferiore alla somma di quelli attivi su Bitcoin ed Ethereum; infatti la somma degli stessi sulle reti delle prime due rappresenta solo il 4.5% del totale del numero totale degli indirizzi attivi. Come dire che il grosso numero di transazioni sulle due reti più “capienti” (EOS e TRON) viene da meno indirizzi attivi rispetto a un minor numero di transazioni ma che proviene da una quantità notevolmente superiore di indirizzi attivi delle due reti più popolari (Bitcoin ed Ethereum).

Per riassumere, abbiamo EOS e TRON che accolgono l’82% delle transazioni in monete virtuali ma che vedono la presenza di solo il 4.5% del numero totale di indirizzi attivi.  Di contro Bitcoin ed Ethereum complessivamente accolgono il 9.5% del totale delle transazioni di criptovalute, ma possono contare su un notevole 68% di indirizzi attivi.

Dei numeri abbastanza contrastanti che mettono in evidenza fattori diversi in quanto il numero di transazioni da un idea di quanto una rete possa essere utilizzata per determinati scopi grazie alla propria scalabilità e velocità nonchè all’assenza di commissioni, ma non è indicativo dei reali volumi legati al numero delle operazioni. Quindi uno sviluppatore di applicazioni potrà indirizzarsi a una blockchain per le caratteristiche che essa racchiude, mentre un investitore di medio lungo periodo potrà trovare più interessante investire in un’altra criptovaluta perchè genera volumi più ampi o perchè permette investimenti più elevati.

Pregi e difetti delle varie reti che permettono di scegliere in base alle proprie esigenze: mi viene in mente appunto la rete di EOS che è molto adatta allo sviluppo di applicazioni ma che fa storcere il naso se di parla di pura decentralizzazione, in quanto negli ultimi tempi è salita alla ribalta per l’annullamento di transazioni già confermate (qui il mio articolo: EOS ancora polemiche: annullate transazioni già confermate? ), oppure la fuga da Ethereum a causa della bassa scalabilità della propria blockchain.

So che è dura essere ottimisti in questo periodo con questi cali costanti, ma guardando ai numeri in gioco e alle molteplici possibilità di utilizzo delle blockchain voglio continuare ad essere ottimista perchè il futuro non può non essere appannaggio di queste nuove tecnologie.

Un saluto, Carlo.

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Fonte: cryptominando.it

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