Un saluto a tutti,

il futuro si fa strada a grande velocità attraverso le nostre vite e quelle che potevano sembrare delle soluzioni futuristiche fino a qualche anno fa, adesso stando rapidamente diventando realtà. Chi non ricorda i taxi volanti senza autista (a dire il vero l’autista era un robot) del film Blade Runner? Correva l’anno 1982 e immaginare che qualcosa di simile a quei taxi sarebbe diventata realtà era pura fantascienza; se consideriamo che il film è liberamente ispirato al romanzo del 1968 “Il cacciatore di androidi” (Do Androids Dream of Electric Sheep?) di Philip K. Dick allora ci possiamo rendere conto che il romanzo parlava di qualcosa che a quei tempi era pura fantasia.

Eppure oggi tutto questo è realtà e non solo esiste un progetto di un mezzo capace di volare senza pilota trasportando delle persone ma sta per partire la fase di sperimentazione di un prototipo che in se racchiude qualcosa di davvero sensazionale. Italdesign Giugiaro, Audi ed Airbus  stanno per partire con la prova sul campo del loro prototipo che parte dal progetto chiamato Pop.Up Next, cioè un drone con la funzione di taxi volante che partendo dal concetto di guida autonoma combina un’auto elettrica appunto ad un drone.

Pop.Up Next  è il progetto presentato ufficilamente alla Drone Week di Amsterdam che prevede lo sviluppo di un auto a guida autonoma formata da un pianale e una cellula nella quale vengono ospitati i passeggeri che in caso di necessità, come ad esempio il traffico intenso, si potrà sganciare dalla scocca e poi riagganciare da un drone che porterà la capsula a destinazione. Quindi un taxi che può operare sia su strada che in volo e che di sicuro punta sulla modularità avendo la possibilità di adattarsi alle esigenze del cliente.

Il progetto è già in fase avanzata in quanto sono partite le prime prove; nei primi test operati con un modello in scala 1:4 nessun imprevisto, in quanto il drone è riuscito a prelevare la capsula che teoricamente dovrebbe ospitare i passeggeri, compiere un volo di media distanza e arrivare a destinazione, riporre la cellula sopra il pianale con estrema precisione; di lì l’auto a guida autonoma ha compiuto un percorso senza intoppi arrivando a quella che era stata designata come la destinazione.

C’è da dire che Audi crede molto in questo progetto supportata dalla grande esperienza di Italdesign  (attiva sin dal 1968) e nonostante sia ancora in fase di prova ed è rappresentato solo da un prototipo, viene visto come il futuro dei servizi di taxi robotizzati. Infatti i clienti di Audi potranno usufruire di questo servizio e eliminare il grande problema del traffico nelle grandi città, senza dover ricorrere ad un cambio di veicolo in quanto, come detto, la cellula nella quale i passeggeri sono ospitati può essere agganciata sia sulla scocca per il trasporto su strada che dal drone per viaggiare per via aerea senza che i passeggeri debbano fare nulla ne scendere dal mezzo. Ovviamente Audi sta rendendo reale quello che fino a qualche anno fa era inimmaginabile realizzando tecnicamente la fantasia che risiedeva solo nell’immaginario delle persone; la fase successiva resta quella della realizzazione e delle prove di un prototipo in scala 1:1, ultimo passaggio prima di poter pensare di rendere effettivo questo servizio.

In questo rendering è possibile ammirare l’idea che ha mosso Audi, Italdesign ed Airbus a sviluppare il progetto Pop.Up Next e che devo ammettere avermi lasciato letteralmente senza parole. Soprattutto alla luce del fatto che non si parla di un progetto che resterà sulla carta, ma che le società coinvolte sono determinate a portare a termine.

Certo una serie di problematiche andrà affrontata, in quanto questi droni voleranno sulle nostre teste tra le vie delle città e quindi ci sarà una serie di aspetti legali e burocratici da affrontare, oltre a una lunga fase di sperimentazione con il prototipo definitivo per verificare che nessun tipo di inconveniente si possa verificare. Però è affascinante immaginare che questo possa essere un primo passo per uleriori sviluppi futuri in quanto questo tipo di soluzione potrebbe essere utilizzata anche dalle forze dell’ordine e dai mezzi di primo soccorso per velocizzare le operazioni per le quali sono adibiti.

L’Audi sta anche sperimentando il tipo di servizio “su richiesta” (similare a quello che si vede nel video) con il quale i clienti che devono viaggiare da una località ad un’altra prenotano il trasporto e lo stesso viene effettuato tramite un aereo privato e un autovettura Audi ad attenderli all’arrivo. Questa fase “rudimentale” di servizio è in via di sperimentazione in Sud America e precisamente a Città del Messico e San Paolo grazie alla collaborazione di Audi con Voom (società controllata di Airbus) e rappresenterebbe una sorta di studio di fattibilità di un servizio integrato che dovrebbe essere quello offerto dal progetto Pop.Up Next.

Insomma il taxi-drone diventerà una realtà in qualche anno? Io penso di si, le tecnologie attuali permettono certi tipi di applicazioni e guardare ad esse rispetto a qualche anno fa appare meno futuristico e più alla portata; non a caso anche un colosso come Amazon ha allo studio dei droni che dovrebbero occuparsi di consegnare i pacchi ai clienti riducendo i tempi di consegna e aumentando l’efficienza.

Ci sarà un cielo molto trafficato tra qualche anno, con meno stelle e più luci di questi droni che sorvoleranno le nostre teste? 

Un saluto, Carlo.

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Fonte: alvolante.it

Image Sources: Featured  (“Geneva Motor Show” © 2018 ITU/ M. Jacobson – Gonzalez – Licensed under CC BY 2.0), 1

Video source: 3

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