E una domanda che mi sono posto più volte e recentemente ho avuto occasione di riflettere dopo aver letto l’articolo di @miti (link qui). In questo mio articolo non voglio soffermarmi nello specifico delle criptovalute ma della blockchain in generale. Prima di tutto provo a dare una mia definizione personale di cosa sia una blockchain:

è un protocollo distribuito in grado di verificare e rintracciare in modo univoco una transazione digitale di qualsiasi tipo di dato in modo sicuro, immutabile senza la necessità di un terza figura che funge da intermediario tra le parti

Immagine in CC0 – Fonte Wikipedia

Parole come inviolabile, distribuito, immutabile e ci mettiamo anche sviluppato in open source… potenzialmente genera una enorme rivoluzione sociale e culturale che fa tremare le grandi multinazionali, governi e tutte quelle società volte a registrare qualsiasi cosa noi facciamo. Non serve citare nessuno, sappiamo benissimo chi sono… io credo che solo smanettando da quello che pubblichiamo sui social, ognuno di noi si ritrova con un dossier di almeno 200 pagine. E chi ha più informazioni… vince!.

Di blockchain se ne parla e abbiamo visto che recentemente anche l’Italia ha firmato il protocollo per lo sviluppo e studio di tale tecnologia, la Blockchain Partnership appunto (vedi articolo). Ma ancora è un settore di nicchia, non è bene conosciuta alle masse anche per la sua difficoltà di apprendimento e quando i media tentano di parlarne vanno a finire sul solito Bitcoin e quanto sia solo una mera speculazione. Cosa voluta? Penso, in parte, di si ma sono convinto anche che, chi fa giornalismo e propone un suo lavoro abbia anche egli stesso delle grosse difficoltà di apprendimento e quindi per vendere il proprio prodotto sceglie la via più semplice e punta sulla volatilità del valore del Bitcoin… posso capire che ognuno debba portare a casa la sua pagnotta ma di sicuro questa non è informazione.

Ma allora il futuro della blockchain?

Entrerà nelle nostre vite e molto probabilmente in punta di piedi senza farsi sentire. Perchè dico ciò? Proprio per la definizione di blockchain che ho dato prima. Quelle parole che non vogliono in nessun modo sentire dire dalle masse da chi ha il potere in mano; parlo del potere “vero” quello che fa muovere il mondo. In questo momento lo stanno studiando, capendo a fondo le dinamiche che potrebbero generare per poi entrare a gamba tesa nel mercato. Verrà venduta come blockchain ma senza alcuni punti fondamentali… come distribuito o come open source… troppo pericolose. Per capire meglio il mio pensiero sul futuro della blockchain vorrei citarvi un esempio.

Linux e open source

Era il 1993 o ’94… ho frequentato un corso di linux visto che nella mia zona si è formato un gruppo di utenti (il linuxtrent) e ha iniziato una serie di corsi di divulgazione del sistema operativo. Arrivo subito alla conclusione della mia esperienza dicendo che per me come utente, non era il sistema operativo da utilizzare. Per chi fa sviluppo o amministratore di sistema… il top, ma non per l’utente normale perchè tecnologia difficile da imparare e poco “user friendly”. Ora, a distanza di 25 anni le cose sono cambiate ma resta comunque un approccio a un sistema operativo che deve essere studiato se si vogliono ottenere risultati. Per contro il kernel linux ce l’abbiamo tutti! in tasca, in borsa, in macchina, nella tv…. è il cuore di ogni nostro cellulare (Apple esclusi…). Provate a chiedere a qualsiasi persona se sa che cosa sia linux e vi risponderà che non lo sa con un cellulare in mano. Ecco come un sistema scalabile, dinamico, open source e in qualche maniera rivoluzionario è entrato in punta di piedi nelle nostre vite. Ha un solo problema… al di sopra del kernel linux c’è Big G… quelle 200 pagine che ho citato nei primi paragrafi.

Linux Penguin [email protected] Larry Ewing and The GIMP [Attribution or CC0], via Wikimedia Commons

 Come potrebbe divulgarsi la tecnologia blockchain senza incorrere al pericolo che venga snaturata dei sui principi?

Difficile da dirsi… e personalmente è una delle mie paure. Chi ha capito la blockchain sono pochi, chi ne parla e ne divulga le potenzialità ancora meno… siamo una nicchia nella nicchia. Cosa ci vorrebbe a parer mio? Una MODA. Vi ricordate i primi I-Phone? La sua presentazione e cosa ci potevi fare? Personalmente fui colpito da così tanta tecnologia! avere una tavoletta di vetro in mano dove potevi fare mille cose (di cui gran parte inutili per l’epoca) facendo dei gesti simili a spalmare della nutella su una fetta di pane, era semplicemente fashion, era figo, … era moda! Quello che potevo fare con il mio Nokia 33vattelapesca era più che sufficiente, ma il genio di Steve Jobs ha fatto si che diventasse per tutti una necessità.

Steve Jobs presenting the iPhone 4 in San Francisco on June 7, 2010 – Author El_Enigma, Creative Commons Attribution 3.0 Unported license.

Ci vorrebbe uno Steve che lanci la blockchain così come l’abbiamo imparata e apprezzata noi come la nuova necessità. E voi come vedete il futuro della blockchain?

Se questo contenuto è di vostro gradimento e/o lo ritenete utile vi autorizzo alla traduzione in qualsiasi lingua voi lo vogliate. Grazie a tutti. Un saluto, nicola

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Responses

  1. miti

    Grazie per la menzione @pait, concordo con te.. molto spesso si usa la tattica dello screditamento o del mettere in evidenza i pochi lati negativi per sopprimere la maggior parte di quelli positivi, facendo leva sulla pigrizia della massa che non s’informa e prende per oro colato quello che gli vien detto. Personalità illustri che potrebbero riuscire nell’intento ci sono, io punto su Dan Larimer.. però ci vorrà tempo.

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