Un saluto a tutti,

siete in attesa che le quotazioni del Bitcoin ricomincino a salire in maniera convincente per una nuova fase Bullish?  Forse allora dovreste leggere con attenzione questo articolo, perché molto probabilmente ci sarà da attendere ancora altro tempo affinché ciò avvenga.

Almeno questo è quello che sostiene Willy Woo in un Tweet nel quale ha pubblicato un grafico focalizzato sulla velocità di circolazione monetaria del Bitcoin, che sarebbe scesa notevolmente sino ad arrivare a livelli che non venivano toccati dal 2010.

Willy Woo è un’analista neozelandese con 15 anni di esperienza alle spalle, abbastanza stimato nell’ambiente della blockchain e delle criptovalute. Molto attivo nel sostenere diverse start-up, ha vissuto le fasi convulse della crisi che ha investito i mercati finanziari nel 2008 e ora ha deciso di dedicare gran parte dei suoi articoli alle analisi basate sui dati dei mercati delle monete virtuali, creando un suo blog chiamato woobull.com e collaborando con importanti testate quali CoinDesk, Brave New Coin e Forbes. Quindi sebbene io non ami prendere per oro colato quello che leggo nei vari blog e sia per me normale farmi sempre una mia idea, ho deciso di approfondire quanto scritto da Woo nel suo Tweet per avere un punto di vista diverso sulla situazione delle criptovalute.

Willy Woo ha concentrato la sua attenzione sulla velocità di circolazione del Bitcoin, paragonandola a quella di ben 8 anni fa, quando la madre di tutte le criptovalute esisteva da poco meno di due anni. Ma concretamente cos’è la velocità di circolazione monetaria (o velocità monetaria)?

In parole semplici e senza andare troppo sul tecnico, essa è la frequenza media (o tasso medio) con cui una moneta è scambiata in uno specifico periodo temporale. Quindi più una moneta è scambiata, più questo tasso è alto, al contrario una bassa circolazione della moneta dovuta a pochi scambi in un determinato periodo di tempo, restituirà un valore più basso. E’ quello che sta succedendo al Bitcoin la cui velocità monetaria si è attestata a livelli molto bassi, paragonabili a quelli del 2010. 

Questo non è necessariamente un male, in quanto significa che chi possiede i Bitcoin preferisce conservarli come “bene rifugio” piuttosto che utilizzarlo come moneta liquida per effettuare pagamenti. Ma questo ha un effetto indiretto molto importante: le quotazioni restano “ingessate” e il range di movimento resta abbastanza piatto, cosa che stiamo osservando da un po’ di tempo nei grafici del BTC. Infatti dopo la grande volatilità raggiunta nel 2017 che fece toccare i massimi picchi storici in termini di velocità monetaria di Bitcoin, i possessori della criptovaluta sembrano considerare la stessa più alla stregua di un investimento che come forma di pagamento.

Dal grafico di Woo (che potete osservare QUI) si può osservare come la velocità monetaria di Bitcoin sia ai minimi dal 2010  ma anche come la stessa sia addirittura inferiore a quella del Dollaro Americano in entrambe le declinazioni ovvero considerando i contanti (massa monetaria M1) e considerando i depositi (massa monetaria M2). I valori non lasciano molte interpretazioni: se la velocità monetaria di Bitcoin si attesta intorno a un valore di 0.5, quella del dollaro intesa come contanti (M1) è pari a 5 mentre quella della moneta verde riferita ai depositi (M2) si attesta su un valore di 1.5. Se anche vogliamo escludere il valore M1 del Dollaro  in quanto è normale che i contanti abbiano per natura una circolazione abbastanza alta (in quanto sono un mezzo di pagamento liquido), il valore della velocità monetaria del dollaro riferito ai depositi (M2) è tre volte superiore a quella del Bitcoin.

Questo a significare, secondo l’interpretazione di Willy Woo, che in questo momento il Bitcoin è appunto considerato più come una riserva di Valore che come uno strumento di pagamento.

 

I dati considerati da Willy Woo per costruire il grafico di velocità monetaria non tengono conto dei movimenti all’interno degli exchange di criptovaluta (speculazione finanziaria) o tramite Lightning Network (ancora poco diffusa) ma comunque i risultati non verrebbero inficiati dalla presenza di questi due elementi.

Secondo il suo giudizio, una volta considerati questo insieme di dati sulla velocità monetaria di Bitcoin, è difficile immaginare una nuova fase bullish che possa riportare il valore di BTC sui livelli della fine dello scorso anno e anche più in alto. Insomma senza un incremento importante della velocità Monetaria, è inutile aspettarsi un bull-run nel breve o medio termine benché lo stesso Woo si dichiari molto ottimista in una prospettiva a lungo termine, dichiarando:

Before the CryptoTwitter troll army erupts, the data is bearish on so many touch points, we gotta be realistic in the medium term. Long term however Bitcoin is on the base of an adoption curve that will continue to drive one of the biggest bull runs in history.

Quindi un richiamo al realismo nel breve/medio termine, ma ottimismo a lungo termine, in cui Bitcoin è all’inizio di una curva di adozione che continuerà a guidare una delle più grandi bull-run nella storia.

Questa èun’altra voce tra i cripto-entusiasti, supportata da considerazioni che trovo condivisibili benché non esistano termini di paragone in quanto parliamo di un settore così recente, da renderci testimoni di una storia tuttora in corso di scrittura.

Un saluto, Carlo.

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Fonte: cryptonomist.ch

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