Un saluto a tutti,

ho da sempre una grande stima del Canada. Molto attento alle tematiche ambientali,  elevatissimi standard di vita (come riconosciuto anche dall’ONU nella classifica sulla qualità della vita, nella quale si contende sempre la prima posizione con la Norvegia), ricco, elevanti standard sanitari e istruzione di eccellenza. Inoltre abitato da un popolo che definirei moderatamente pacifico e che ha una mentalità molto aperta.

Proprio sul concetto di mentalità aperta si concentra il contenuto di questo mio articolo. E’ notizia di ieri che il Canada ha legalizzato la vendita e il consumo a scopo ricreativo della marijuana, fregiandosi del titolo di secondo Stato al mondo ad aver ottemperato alla piena legalizzazione della stessa dopo l’Uruguay. Ovviamente non potremo sapere i risvolti sociali di questa scelta, se non quando sarà trascorso un po’ di tempo, ma di certo la decisione è stata importante e d sicuro non passerà inosservata.

Ovviamente non sarà una vendita indiscriminata, in quanto il Governo ha posto delle restrizioni, ma il primo effetto tangibile sarà la fine della vendita clandestina della marijuana che purtroppo coinvolgeva anche dei minori. Inoltre poter controllare le vendite permetterà al Canada di recuperare almeno 400 milioni di Dollari Canadesi, tramite le tassazioni che saranno applicate. Potranno essere acquistate da ogni adulto in varie forme come ad esempio oli, semi, piante fresche o essiccate e solo da rivenditori autorizzati. Con la legalizzazione, sono state inasprite le pene per chi contravviene alle regole che prevedono che ogni maggiorenne potrà circolare con una dose massima di 30 grammi e potrà far crescere in casa al massimo quattro piantine di marijuana.

Questa breve premessa era necessaria per poter introdurre l’argomento che volevo trattare in questo mio articolo. Infatti l’approvazione del disegno di legge che liberalizza la vendita della Marijuana in Canada era una cosa inaspettata, visto che già a Giugno di quest’anno erano state poste le basi per tale liberalizzazione.

In funzione di questa approvazione la DMG Blockchain Solutions Inc., una società Canadese operante nel campo della progettazione di Blockchain, ha annunciato lo sviluppo di una piattaforma per la gestione delle catene logistiche internazionali nell’industria della cannabis. Quindi nessun tempismo perfetto, ma semplice mossa commerciale e timeline di sviluppo che la DMG ha voluto far coincidere con l’approvazione della nuova legge. Uno dei principali problemi che le aziende del settore si aspettano di affrontare dopo la liberalizzazione della Marijuana è proprio la carenza di materia prima.

Infatti nonostante la presenza di oltre 120 soggetti autorizzati alla produzione del prodotto, si teme che le carenze nella rete distributiva e nella manodopera qualificata, possano incidere significativamente sulla reperibilità della cannabis, ciò in conseguenza al picco di richieste nella fase immediatamente successiva alla liberalizzazione. L’idea della DMG Blockchain Solutions Inc. è di mettere in comunicazione gli esponenti del settore in modo da ottimizzare la logistica del prodotto in tutte le sue fasi, dalla produzione alla distribuzione finanche alla vendita, certificando la qualità del prodotto e il tutto grazie alle caratteristiche a cui le blockchain ci hanno abituato. Ovviamente seguendo le severe normative che il settore deve rispettare dopo l’approvazione della legge.

Per incentivare l’ingresso di nuovi membri nella futura blockchain, la DMG ha intenzione di introdurre alcuni incentivi e addirittura una procedura per il ritiro dei prodotti difettosi, nonché la possibilità di interfacciarsi con i sistemi tradizionali in modo da rendere meno drastico il passaggio alla nuova tecnologia.

Il CEO della DMG Blockchain Solutions Inc., Dan Reitzik, ha così dichiarato:

[..] “the emerging cannabis industry demands product management solutions and blockchain is the most logical choice” [..]  aggiungendo anche che “the first use of blockchain was Bitcoin (BTC), but the perfect use is supply chain management for controlled products such as cannabis.”

spiegando che per le caratteristiche peculiari della filiera della cannabis e la gestione della stessa dalla fase produttiva alla distribuzione vera e propria, l’utilizzo della tecnologia blockchain sembra la scelta più naturale ed ovvia. Nonostante la tecnologia blockchain sia nata per la gestione delle criptovalute, il miglior utilizzo di questa tecnologia sarà la gestione della catena distributiva di prodotti sottoposti a controllo come lo può essere la cannabis.

 

Insomma, un interesse crescente per le blockchain che possono trovare applicazione in qualsiasi settore, anche quelli più inimmaginabili. Alzi la mano chi qualche mese fa avrebbe ipotizzato che una blockchain potesse essere utilizzata per gestire la logistica della Marijuana, dalla produzione alla vendita al dettaglio. Va anche sottolineato come la DMG Blockchain Solutions Inc. abbia subito fiutato l’affare, in quanto l’intera industria della Cannabis in Canada ha un mercato del valore di ben 23 miliardi di Dollari, di cui 6 miliardi derivano dall’uso ricreativo della stessa con una platea di utilizzatori di ben 13 milioni di persone. Numeri importanti che danno l’idea del potenziale in cui la blockchain potrebbe operare, considerando anche che la liberalizzazione potrebbe far crescere ulteriormente questi numeri.

Nel complesso sono davvero sorpreso sia del fatto che il Canada abbia liberalizzato la vendita della marijuana, sia che una società sia già pronta a creare una blockchain per gestirne la logistica. Può essere anche questo, uno degli effetti della decentralizzazione e della liberalizzazione a cui tutti, forse superficialmente, inneggiamo?

Un saluto, Carlo.

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Fonte: Cointelegraph , ilpost

Image Sources: Featured  (CC BY-SA 4.0  by Ana Rahal), 1 , 2

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Responses

  1. Yanika

    Although I am really far from this stuff, looks like the blockchain technologies are getting more and more trusted by Centralized govs. Another step into a global blockchain adoption.
    Btw, was surprised to hear Uruguay was the first to legalize it.

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  2. Dexpartacus

    Sono sempre stati lungimiranti, anch’io nutro una forte stima nei loro confronti. Che abbiano legalizzato non mi sorprende, l’uso della blockchain a riguardo invece sì!
    Anche se ultimamente ogni settore commerciale o meno la utilizza o sta pensando di farlo, sono proprio curioso di vedere che effetto avrà! Spero sia una rivoluzione totale, in positivo ovviamente!
    Bellissimo e interessantissimo articolo!

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  3. sandwichbill

    Non sono sicuro di essere d’accordo con la posizione del Canada. Saranno un sacco di persone alla guida di auto sotto l’influenza della cannabis. So che le persone possono bere e guidare pure, ma il cavallo si è schiantato su quello. Potrei capire la cannabis medicinale, perché è fisica o psicrofica.

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    1. miti Post author

      Capisco la tua posizione e concordo con te. Ma dai dati che ho letto, c’era un grosso consumo di marijuana anche prima della legge, l’unica differenza è che adesso non si venderà di nascosto ma nei negozi e con delle regole. Vedremo cosa succederà.

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      1. sandwichbill

        Ok, aspettiamo e vediamo come si presenta. Presumo che i negozi non venderanno le forti tensioni come la puzzola, quindi da quel punto di vista potrebbe essere una buona cosa. Sto mantenendo una mente aperta su questo, fino a quando i dati arrivano.

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  4. Giorgio Pfefer

    Una notizia per me inaspettata , se bene sia certo che esistono varie cryptovalute legate alla cannabis , personalmente le reputo nate per gioco, ma dal tuo articolo vedo che qui si fa sul serio, il punto di forza è che lo abbia fatto un paese molto importante e influente a livello mondiale, se lo avesse fatto un paese del terzo mondo sarebbe stato giudicato come mafioso oppure legato alla criminalità, ma come tu hai spiegato il Canada è un paese con elevati standard di qualità di vita. A questo punto non mi meraviglierei se un giorno la cannabis sia quotata in borsa affianco a materie prime come il caffè o tabacco. Grazie per portare sempre notizie importanti sulla Blockchain.

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