Inizia oggi una nuova rubrica, che cercherò di portare avanti regolarmente con l’amico Zerstorer; l’idea è quella di mettere in luce, ad ogni puntata, un particolare mezzo della Seconda Guerra Mondiale, descrivendone di volta in volta non solo la tecnica, ma anche le innovazioni tecnologiche. Il tutto, corredato da uno o più gameplay realizzati su War Thunder, un videogame incentrato sui mezzi aerei, terrestri e navali che hanno preso parte ai grandi conflitti del secolo passato. Si tratta di un gioco, ovviamente… Che però ha sempre tenuto in grande considerazione gli aspetti più storici dei singoli elementi in gioco, e rappresenta per tanto un modo simpatico per rendersi conto di cose riuscisse effettivamente a compiere ogni mezzo.

Per inaugurare adeguatamente la rubrica abbiamo pensato di cominciare da uno dei più iconici aerei italiani, il Macchi M.C.202.

Il Macchi M.C.202 era un monoplano, monoposto, monomotore ad ala bassa, realizzato completamente in metallo. Fu realizzato dall’azienda Areonautica Macchi, su progetto dell’ingegnere Mario Castoldi, e rappresentò il primo caccia con concezione moderna prodotto per la Regia Aeronautica. Era equipaggiato con un motore Daimler-Benz DB 601 importato dalla Germania e successivamente, terminate le forniture, dallo stesso propulsore realizzato però su licenza dall’Alfa Romeo e denominato Alfa Romeo RA 1000 RC.41; si trattava di un aereo eccellente sotto diversi punti di vista, che introduceva in campo aeronautico alcune importanti innovazioni tra cui la fusoliera estremamente allungata ed aerodinamica. Questo fu possibile grazie all’impiego dei motori in linea, e il conseguente abbandono dei motori radiali che avevano dominato sui modelli precedenti. Sia i piloti italiani che quelli avversari concordavano nel ritenere il M.C.202 un ottimo aereo, alla pari con i più famosi Spitfire e Messerschmitt Bf 109, penalizzato però dallo scarso e poco funzionale armamento: il 202 era dotato di due mitragliatrici Breda-SAFAT calibro 12,7 mm a tiro sincronizzato posizionate nella fusoliera. La quantità di proiettili sparata, quindi, già di per sé scarsa, veniva ulteriormente ridotta a causa della necessità di sincronizzare i colpi con il passaggio dell’elica; si trattava inoltre di mitragliatori con velocità di tiro bassa e, per tanto, talvolta poco efficaci contro fusoliere di metallo.

Il Macchi M.C. 202 combatté su numerosi fronti, dall’Africa alla Russia, riuscendo spesso a distinguersi. Tuttavia, l’industria italiana non poteva contare su tecniche e numeri simili a quella tedesca, inglese o russa. Gli aerei prodotti erano spesso in numero non sufficiente, e la riparazione o sostituzione di elementi danneggiati era complicata. Ciononostante rappresentò una delle colonne portanti della Regia Aeronautica per molti anni, e furono numerosi gli esperimenti (tutti fallimentari) di introdurre modifiche come diversi motori e alcuni cannoni aeronautici Mauser MG 151/20 da 20 mm. Il 202, che volò sul campo di battaglia per la prima volta nell’agosto del ’41, venne velocemente abbandonato a favore del suo successore, il Macchi M.C.205.

Le musiche utilizzate nel video sono distribuite sotto licenza CC0 Creative Commons – “I Did That” di Diamond Ortiz

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